Federica Mogherini 140623195836
MAMBO 3 Settembre Set 2014 1403 03 settembre 2014

Mogherini superi banalità e conformismi

Servono idee nuove, meno standardizzate. Questa è la grande responsabilità di Lady Pesc. Ma le prime dichiarazioni su Putin e marò non fanno ben sperare.

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Federica Mogherini.

Le prime dichiarazioni di Lady Pesc, la nostra Federica Mogherini, sono state al confine tra il banale e il conformista.
Banale è dire che dopo l'ischemia del marò Latorre va cambiata la strategia perché è del tutto evidente che non c'è una strategia, a meno che segretamente le due parti, l'indiana e l'italiana, non stiano raggiungendo un compromesso. I due marò sono stati sacrificati perché i governi e i ministri degli Esteri che si sono succeduti non hanno avuto una politica, hanno vissuto alla giornata, hanno sperato in un regalo degli indiani.
La dichiarazione conformista della Mogherini riguarda Putin. Forse per liberarsi definitivamente dall'accusa di simpatizzare con la Russia, Lady Pesc ha indurito l'atteggiamento italiano e europeo. Questo nello stesso giorno in cui la Nato con totale irresponsabilità annunciava manovre e invio di truppe assai vicino a Mosca.
MOSCA-OCCIDENTE, EQUILIBRI DELICATI. C'è un pezzo di Europa che si sta scavando la fossa nei confronti di Putin forse considerandolo ancora a capo di un Paese sfiancato dal dopo Urss e guidato da un ubriacone come era Eltsin. Putin, personaggio che chiama alla spontanea antipatia, è invece un leader vero della sua patria, ha una visione, non accetta che Europa, Usa e Nato facciano shopping ai suoi confini.
Ricordiamo che l'accelerazione che l'Europa, la Nato e papa Wojtyla dettero al processo di sfascio della ex Jugoslavia favorì la crisi e, mi spingo a dire, anche le terribili guerre successive. Il dossier Russia-Ucraina è antichissimo, qualcuno lo spieghi alla signora Merkel, e se l'Europa e la Nato pensano di modificare così drasticamente gli equilibri tra Mosca e l'Occidente ci stiamo cacciando in un bel guaio.
L'ORSO RUSSO NON TORNERÀ IN GABBIA. Mogherini non dovrà fare, con tutta evidenza, una politica estera personale ma se portasse nel suo nuovo lavoro qualche idea meno standardizzata sulla gestione delle crisi farebbe sicuramente del bene.
Se fra qualche settimana il contrasto dell'Europa con la Russia diventasse insostenibile non solo manderemmo in rovina la nostra economia ma saremmo partecipi dei disastri di una classe dirigente europea talmente scarsa politicamente da lasciare campo libero o ai populisti o a gli eurocrati. L'Orso russo è minaccioso ma in gabbia non tornerà. Le cancellerie europee se ne facciano una ragione e con loro anche il segretario generale della Nato Rasmussen.

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