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POLITICA 3 Settembre Set 2014 1645 03 settembre 2014

Pa, Madia: «Stipendi degli statali bloccati nel 2015»

Il ministro: «Mancano le risorse per i salari».

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Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione.

Dopo l'Ice bucket challenge accettato con quello stile non proprio perfetto, il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia ha rovesciato una secchiata gelata sulla testa degli statali.
Contratti bloccati anche per il 2015.
Madia ha spiegato che «in questo momento di crisi le risorse per sbloccare i contratti non ci sono» e la Cgil ha subito fatto i conti: il mancato rinnovo è destinato a costare in media 4.800 euro a dipendente.
C'È ARIA DI MOBILITAZIONE. Pronta la mobilitazione, Sul piede di guerra anche Cisl e Uil.
Il congelamento non coglie totalmente di sorpresa, visto che 24 ore prima il sottosegretario alla Pa, Angelo Rughetti, aveva spiegato come non si possa dare tutto a tutti.
Il ministro ha confermato che la decisione è quella di partire aiutando le fasce più deboli: «prima di tutto» guardiamo «a chi ha più bisogno», ha spiegato.
Quindi «confermiamo gli 80 euro, che vanno anche ai lavoratori pubblici».
«DECISIONE NELLA LEGGE DI STABILITÀ». Il bonus Irpef, ha ricordato, va infatti a tutti i lavoratori sotto una certa soglia di reddito, inclusi gli statali.
D'altra parte «i contratti hanno iniziato ad essere bloccati all'inizio della crisi».
Recessione che «visti i dati sull'economia» prosegue e che «il governo è impegnato» a superare.
Uno sforzo che secondo il ministro deve coinvolgere «tutti, sia il governo sia le parti sociali».
Parlando a margine dei lavori in commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama Madia ha anche spiegato che la decisione sui contratti per il pubblico impiego verrà presa in sede di legge di Stabilità, ma presumibilmente la proroga del blocco, cominciato nel 2010, dovrebbe essere di un anno (2015).
«DDL PA? SPERIAMO DI CHIUDERE ENTRO FINE 2014». «Mi piacerebbe chiudere entro fine anno» la delega di riforma della Pubblica amministrazione, ha poi aggiunto riflettendo sui tempi del ddl che ha inizia il 3 settembre il suo iter parlamentare.
A margine dei lavori in commissione il ministro ha poi spiegato che «se la discussione procede spedita e ci vogliono uno o due mesi in più non è un problema» e ha aggiunto: «L'importante è che non si vada in letargo».

I sindacati: «Ennesima prova del bluff di governo»

Da sinistra Luigi Angeletti (Uil), Susanna Camusso (Cgil) e Raffaele Bonanni (Cisl).

Il problema ora, sarà anche gestire le reazioni dei sindacati. Dalle organizzazioni dei lavoratori è arrivato un deciso no a uno stop avviato sotto l'esecutivo Berlusconi, confermato con Monti e ora praticamente prorogato dal governo Renzi.
CHIESTO UN PASSO INDIETRO. La Cgil ha chiesto «un passo indietro», la Cisl ha parlato di «un'ennesima prova del bluff che sta dietro a un esecutivo che non sa fare neanche il minimo sindacale».
Ancora prima che la Madia parlasse, la Uil aveva già minacciato un «autunno caldo».
Il fronte della Pa rimane aperto sia per via della delega, che ha appena iniziato il suo iter parlamentare (l'obiettivo dell'esecutivo è completarlo entro l'anno), sia per la fase attuativa che pende sul dl Madia.

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