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TENSIONE 3 Settembre Set 2014 0715 03 settembre 2014

Russia, il nuovo pacchetto di sanzioni europeo

Pronte le nuove sanzioni dell'Ue.

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Federica Mogherini.

La tensione tra l'Unione Europea e il governo di Mosca rimane alta, con le truppe Nato schierate a Est, ed è pronto un nuovo pacchetto di sanzioni per la Russia. La conferma era già arrivata il 2 settembre da Federica Mogherini, e secondo quanto emerso dalla prime indiscrezioni, le nuove misure sarebbero in realtà un giro di vite su quelle già applicate.
LE BANCHE NEL MIRINO. I riflettori rimangono puntati sul settore finanziario, che dovrebbe essere quello maggiormente colpito. Come ha riportato il quotidiano La Repubblica, il nuovo pacchetto di sanzioni potrebbe colpire un numero molto più grande di banche che non possono operare sui mercati europei.
I MERCATI FINANZIARI. Di fatto, per allargare questo ventaglio, dovrebbero essere colpiti anche gli istituti in cui lo Stato russo ha una quota di azioni inferiore al 50%.
Inoltre, l'Unione Europea potrebbe impedire alle banche del Vecchio Continente di investire in queste banche per più di 30 giorni (oggi il limite imposto è 90), rendendo così più difficile il loro finanziamento. E un'altra misura, ancora più pesante, sarebbe di chiudere i mercati finanziari europei ai giganti russi dell'energia.
L'INCOGNITA DEL GAS. Difficile, comunque, che l'Ue vada a fondo con le sanzioni in questo momento. Il precedente pacchetto, deciso a luglio, non ha ancora avuto grandi effetti concreti, perché è più rivolto al futuro che al presente. E gli effetti non si dovrebbero vedere prima della fine di settembre.
Di fatto eventuali ripercussioni sull'economia non preoccupano molto, perché tra i grandi Paesi europei nessuno ha rapporti commerciali o di investimento che superano il 2% del Pil. Il problema potrebbe essere la fornitura di gas, con l'inverno alle porte, considerando che l'Europa dipende in media per il 30% dalla Russia.
Repubblica, infine, ha sottolineato anche un altro rischio per l'Ue. Se le sanzioni si dovessero dimostrare troppo efficaci, metterebbero in ginocchio l'economia russa, e conseguentemente a rischio i 200 miliardi di euro che le banche europee hanno sotto forma di crediti.

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