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SCONTRO 3 Settembre Set 2014 1850 03 settembre 2014

Ucraina, Kiev: «Un muro per proteggerci dalla Russia»

Yatseniuk invoca una barriera che divida il Paese da Mosca.

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I festeggiamenti per l'indipendenza dell'Ucraina: il Paese s'è staccato dall'Urss nel 1991.

Sono passati quasi 25 anni dalla caduta del muro di Berlino, e l'Europa rischia di trovarsi ancora una volta spaccata a metà. Stavolta più a Est, al confine tra Ucrina e Russia, nel bel mezzo di quella che ha tutta l'aria di essere una nuova Guerra fredda.
A lanciare il 'Progetto Muro' per «costruire una vera frontiera con la Russia» è stato il premier ucraino, il 'filo-occidentale' Arseni Yatseniuk, che ne ha parlato durante il Consiglio dei ministri del 3 settembre.
CESSATE IL FUOCO. Così, mentre il presidente della Repubblica Petro Poroshenko annunciava un accordo con Vladimir Putin per un cessate il fuoco nell'Est del Paese, il primo ministro di Kiev progettava nuove barriere nei confronti di Mosca.
Il capo del governo ha usato parole dure contro la Russia, che a suo avviso dovrebbe essere indicata come «Paese aggressore» nella nuova dottrina di difesa ucraina, ma non ha fornito particolari su questa iniziativa che rischia di alimentare tensioni, polemiche e imbarazzanti reminiscenze storiche.
Certo, la campagna elettorale per le politiche del 26 ottobre è già iniziata e tutti i partecipanti cercano visibilità in chiave anti russa. Ma un muro è un muro, con tutto il suo dirompente significato simbolico, soprattutto in Europa.
IDEA GIÀ PROPOSTA DA KOLOMOISKI. L'idea non è nuova in Ucraina. Il primo a proporla, a giugno, è stato il controverso oligarca ucraino Igor Kolomoiski, nominato pochi mesi prima governatore della regione di Dnipropetrovsk dalla nuova leadership europeista di Kiev. Il magnate, considerato il quarto uomo più ricco del Paese con una fortuna stimata in 1,8 miliardi di dollari, aveva presentato alla presidenza ucraina un progetto per realizzare una recinzione metallica con filo spinato lunga 1.920 chilometri e alta due, lungo la frontiera tra la Russia e le regioni ucraine di Donetsk, Lugansk e Kharkiv.
La 'Grande muraglia' ucraina, nelle sue intenzioni, doveva essere dotata in alcune zone anche di alta tensione, campi minati e trincee. Un'opera «da 100 milioni di dollari, realizzabile in sei mesi, efficace contro l'ingresso di uomini e mezzi militari dalla Russia».
UNA PAGINA PRO-MURO SU FACEBOOK. Da allora non si è saputo più nulla, anche se nel frattempo Kolomoiski è finito nel mirino dei ribelli filorussi (che hanno distrutto le sue banche nell'Est), delle autorità della Crimea (che il 3 settembre hanno nazionalizzato i suoi beni nella penisola sul Mar Nero annessa da Mosca), e di quelle russe, che lo indagano per i suoi presunti finanziamenti alla lotta contro i separatisti.
Su Facebook è apparso anche un gruppo ucraino che sostiene l'ipotesi di un muro di cemento alto 10 metri alla frontiera con la Russia.
Sono numerosi i muri costruiti nel mondo dopo quello di Berlino. C'è la contestatissima barriera costruita dagli israeliani dentro il confine della Cisgiordania. C'è quello altrettanto controverso tra Usa e Messico, lungo 3.140 chilometri. E quello ancora più lungo tra India e Pakistan (3.300 chilometri).
La lista è lunga, anche se poco nota: dalla Thailandia (con la Malaysia) all'Uzbekistan (con il Tagikistan) e all'Arabia Saudita (con lo Yemen). In Europa resta solo il piccolo muro di Cipro (tra la parte greca e quella turca dell'isola), oltre alle decine di muri ancora esistenti a Belfast per dividere cattolici e protestanti.

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