Polizia Celere 120622101204
REAZIONE 4 Settembre Set 2014 1923 04 settembre 2014

Pa, sindacati di polizia e Cocer annunciano sciopero divise

Sciopero per i mancati aumenti. A Bologna stop agli straordinari.

  • ...

Agenti della celere in assetto anti-sommossa.

Tra governo e uomini in divisa è battaglia.
Colpa dell'annuncio del mancato sblocco contrattuale per il pubblico impiego.
I sindacati di polizia e il Cocer Interforze, riuniti il 4 settembre per fare il punto della situazione dopo la dichiarazione del ministro Marianna Madia, hanno dichiarato uno sciopero generale.
«Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica siamo costretti, verificata la totale chiusura del governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme per garantire il funzionamento del sistema a tutela della sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa del nostro Paese, a dichiarare lo sciopero generale», hanno annunciato.
«DIMISSIONI DI CAPI E MINISTRI». «Qualora nella legge di stabilità sia previsto il rinnovo del blocco del tetto salariale», hanno spiegato le organizzazioni di categoria, «chiederemo le dimissioni di tutti i capi dei vari Corpi e Dipartimenti, civili e militari, e dei relativi ministri poiché non sono stati capaci di rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l'abnegazione del proprio personale. La frattura che si creerebbe in tale scenario», hanno sottolineato, «sarebbe insanabile; o restano loro oppure tutti quelli chi si sacrificano, ogni giorno e in ogni angolo del Paese e dell'intero mondo per garantire sicurezza e difesa».
«RISCHIAMO LA VITA PER 1.300 EURO». E hanno continuato: «Quando abbiamo scelto di servire il Paese, per garantire Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico eravamo consci di aver intrapreso una missione votata alla totale dedizione alla Patria e ai suoi cittadini con condizioni difficili per mancanza di mezzi e di risorse. Quello che certamente non credevamo è che chi è stato onorato dal popolo italiano a rappresentare le Istituzioni democratiche ai massimi livelli, non avesse nemmeno la riconoscenza per coloro che, per poco più di 1.300 euro al mese, sono pronti a sacrificare la propria vita per il Paese».
RENZI PRONTO A RICEVERLI. Da Newport, dove partecipava al vertice Nato, non si è fatta attendere la replica del presidente del Consiglio. «Riceverò personalmente gli uomini in divisa», ha assicurato Renzi, «ma non accetto ricatti».
Per il premier, è ingiusto in un momento di crisi fare sciopero per un mancato aumento quando ci sono milioni di disoccupati.
E da Palazzo Chigi hanno fatto notare che il blocco degli stipendi degli statali era già previsto nel Def, non c'è niente di nuovo.
Il governo, hanno spiegato, è disposto volentieri ad aprire un tavolo di discussione con le forze di sicurezza, che sono fondamentali per la vita del Paese. «Ma siamo l'unico Paese che ha cinque forze di polizia. Se vogliono discutere siamo pronti a farlo su tutto. Non tocchiamo lo stipendio né il posto di lavoro di nessuno, ma è ingiusto scioperare in un momento di crisi per un mancato aumento», hanno osservato nel governo.

Bologna, i sindacati di polizia sospendono gli straordinari

Intanto i sindacati di polizia di Bologna non concederanno più deroghe di orario per l'ordine pubblico né rinnovi delle deroghe agli orari non contrattualizzati. Lo hanno annunciato Siulp, Siap, Silp-Cgil, Ugl polizia, Coisp, Consap-Adp e Uil Polizia.
«Sappiamo che si tratta di una decisione grave», hanno spiegato, «ma è assolutamente necessaria». «È solo il primo passo» di una nuova fase di lotta «anche in risposta alle dichiarazioni fatte ieri dal Ministro Madia che annunciano il protrarsi del blocco dei contratti».
«CONDIZIONI INSOSTENIBILI». «È sotto gli occhi di tutti come le condizioni lavorative ed economiche dei poliziotti stiano raggiungendo livelli sempre più insostenibili», hanno scritto. Alle problematiche rimaste irrisolte da tempo si sono aggiunte negli ultimi tempi «nuove e delicate questioni che minano e mortificano in maniera oltremodo pesante l'attività lavorativa del personale. Sono anni, infatti che denunciamo il profondo stato di malessere dovuto al prolungamento di un blocco stipendiale che dura ormai da anni».
«SERVONO RISPOSTE RAPIDE ED ESAUSTIVE». I sindacati hanno poi spiegato che è «ora di dare il nostro messaggio forte e chiaro al Dipartimento e pertanto, anche nella provincia di Bologna, come è già in corso in altri capoluoghi, finché non riceveremo risposte rapide ed esaustive, quale forma di protesta incisiva a carattere nazionale, le scriventi Organizzazioni Sindacali in maniera rigida non concederanno più, con effetto immediato: le deroghe di orario relative all'ordine pubblico (P.zza Verdi, Stadio, Stazione e accompagnamenti da e per il Cara etc.etc), i rinnovi delle deroghe agli orari non contrattualizzati». Inoltre, dal 5 settembre, le sigle sindacali «non parteciperanno ai lavori delle Commissioni».

Correlati

Potresti esserti perso