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ADDIO 4 Settembre Set 2014 1636 04 settembre 2014

Rovereto: troppi insulti, consigliera musulmana se ne va

Aicha Mesrar: «Mi hanno minacciata».

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Aicha Mesrar, consigliera comunale musulmana di Rovereto.

Lettere anonime con insulti e minacce di morte ricevute negli ultimi due anni: così Aicha Mesrar se ne va dal Trentino. E dall'Italia.
Consigliera comunale del Partito democratico a Rovereto dal 2010, di origine marocchina, 45 anni, vive nel comune trentino da quando aveva 22 anni. Adesso ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio comunale, come riportato dai quotidiani locali, perché teme per i propri figli.
PRIMA COL VELO IN AULA. Mediatrice culturale, attiva nel volontariato e presidente della cooperativa Città aperta, è stata la prima consigliera comunale musulmana in Trentino, con incarico speciale conferitole dal sindaco, Andrea Miorandi, per la promozione di 'Rovereto città aperta al mondo', e anche la prima a entrare in Aula col velo.
«Non posso vivere per sempre sotto scorta», ha detto. «Io non ho paura e non è colpa dei roveretani, ma di alcuni. Me ne vado con orgoglio, soddisfatta di ciò che ho fatto, di quello che ho fatto e di quanto ho ricevuto».
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE: «PREOCCUPANTE». Subito è scattata la solidarietà dei colleghi: «Se Aicha Mesrar, straordinario esempio di impegno civile nella direzione della convivenza pacifica tra le culture, a Rovereto e nel nostro Trentino, decide di abbandonare i propri incarichi e addirittura di trasferirsi all'estero, allora dobbiamo preoccuparci tutti», ha scritto, in una nota, il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Bruno Dorigatti (Pd).
«PERICOLOSI GERMI DELL'INTOLLERANZA». «Se deve cedere alle intimidazioni e alle anonime minacce una donna residente da 23 anni in provincia, da molti anni punto di riferimento della comunità islamica, e incaricata dal suo sindaco di lavorare alla promozione di una città aperta e capace di conciliare lingue, culture e fedi religiose diverse, significa che il nostro Trentino non ha ancora sconfitto del tutto i pericolosi germi dell'intolleranza».
Dorigatti ha continuato: «Il Trentino vero è quello che sa accogliere e includere, è la terra della cooperazione e del volontariato, terra di grande generosità e sensibilità civile. Non possiamo accettare che da questa nostra terra si debba fuggire, come dalle guerre e dalle carestie. Desidero esprimere totale solidarietà ad Aicha Mesrar e a tutta la Rovereto 'città della pace', nella speranza che la signora possa ritornare sulla propria decisione, continuando ad assicurare il suo contributo alla crescita della nostra comunità».

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