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DISCORSO 5 Settembre Set 2014 1818 05 settembre 2014

Obama: «Dobbiamo distruggere l'Isis»

Il presidente Usa: «È l'ora di agire». Ma senza soldati.

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Il presidente Usa Barack Obama.

L'Isis è una «grave minaccia» per tutti e nella Nato c'è una «grande convinzione che è l'ora di agire per indebolire e distruggere l'Isis». Lo ha affermato il presidente Usa, Barack Obama, al termine del vertice in Galles.
I partner e alleati della Nato, ha spiegato, sono pronti a unirsi a un ampio sforzo internazionale per combattere contro la minaccia posta dall'Isis.
UNA GRANDE COALIZIONE. Ma Obama ha voluto ribadire: «Non invieremo truppe in Siria o in Iraq».
Il presidente americano si è mostrato soddisfatto per la decisione presa con gli alleati, quella di formare una grande coalizione internazionale, coinvolgendo oltre ai partner europei anche la Turchia (Obama ha incontrato il premier Erdogan a margine del summit) e alcuni Paesi arabi come gli Emirati e la Giordania. Ma anche l'Arabia Saudita e il Qatar, che sembrano sempre più prendere le distanze dai gruppi dell'islam più estremo, per timore di una loro avanzata anche in casa propria.
NATO: 2% DEL PIL PER LA DIFESA. Gli Usa invece hanno smentito categoricamente ogni progetto di collaborazione con l'Iran, dopo alcune affermazioni dell'ayatollah Ali Khamenei che erano state lette come delle aperture, come una disponibilità di Teheran a collaborare nella lotta contro l'Isis.
Obama ha festeggiato invece la decisione della Nato di aumentare le spese per la difesa portandole al 2% del Pil dei membri in 10 anni. Mentre sulla crisi ucraina restano le differenze, con i Paesi europei più cauti rispetto agli Usa sulla risposta da dare a Mosca.
UCCISO LEADER DI AL SHABAAB. Dalla Somalia è arrivata un'altra notizia positiva per il presidente criticato in patria per la politica estera e la gestione delle crisi in Siria e in Iraq. In un raid aereo americano sul Paese africano è stato ucciso Ahmed Abdi, noto col nome di battaglia di Godane, uno degli uomini più ricercati d'America e leader di al Shabaab, il gruppo terroristico ritenuto il più importante alleato di al Qaeda in Africa.
«È la dimostrazione che stiamo andando nella giusta direzione», ha rivendicato il presidente Usa, che punto per punto ha tracciato quella strategia che lo accusano di non avere. Una strategia - come spiegato anche dal segretario di Stato John Kerry e dal capo del Pentagono Chuck Hagel - che prevede un ampio sforzo internazionale mirato a pochi ma chiari obiettivi.
CONTRASTARE LE FORME DI FINANZIAMENTO DELL'ISIS. Obama, nella conferenza stampa tenuta alla fine del vertice dell'Alleanza, ha dettato queste priorità: avanti con i raid aerei per sostenere le forze irachene che combattono sul terreno; contrastare le forme di finanziamento dell'Isis (a partire dai proventi derivanti dal commercio dei prodotti petroliferi); affrontare le crisi umanitarie nell'area; delegittimare l'ideologia dell'Isis, anche quella propagandata via web. Ultimo punto, ma non meno importante, creare una «task force multinazionale» per bloccare il flusso di combattenti occidentali verso Siria e Iraq.
Nessuna truppa sul campo, «bisogna invece trovare alleati affidabili e moderati sul terreno», ha spiegato Obama, che deve far fronte a una popolarità che secondo l'ultimo sondaggio di Gallup è scesa al 38%.

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