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POLITICA 5 Settembre Set 2014 0630 05 settembre 2014

Riforma elettorale, Napolitano detta legge

I diktat del capo dello Stato al governo di Matteo Renzi.

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Il pressing sulla riforma delle legge elettorale questa volta porta la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Perché, mentre il governo di Matteo Renzi è impegnato a far tornare i conti del Paese, il Quirinale ha lanciato il suo messaggio per completare in fretta l'iter di approvazione dell'Italicum che giace da mesi al Senato, dove deve essere discusso prima del voto.
IL COLLE DETTA LEGGE. Secondo quanto ha riferito il quotidiano La Stampa, il capo dello Stato ha incontrato il ministro per le Riforme Elena Maria Boschi non solo per definire le scadenze della nuova legge elettorale, ma pure per introdurre modifiche con l'obiettivo di rafforzare il sistema delle garanzie istituzionali. Che tradotto significa: soglia di maggioranza da alzare e calibrare rispetto al premio di governabilità, sbarramenti per le forze minori da adeguare e grande attenzione alla configurazione delle liste bloccate, tenendo presenti le indicazioni della Consulta.
ORA L'OK DI RENZI. Ora che Boschi ha recepito le richieste del Quirinale, il ministro attende il ritorno del premier a Palazzo Chigi dopo l'impegno in Galles per il vertice Nato. Solo quando Renzi tornerà a occuparsi degli affari interni si saprà quale direzione potrà prendere l'Italicum.
Il leader del Partito democratico, però, non ha mai sottovalutato l'importanza della legge elettorale e sa bene come a Napolitano stia a cuore la riforma. Tanto che Renzi ha già preso appuntamento con Silvio Berlusconi per discutere degli ultimi nodi della legge (sul piatto c'è anche l'elezione dei giudici della Consulta e del Consiglio superiore della magistratura).
COLLOQUIO COL CAV. L'ex Cavaliere non ha molta libertà di movimento sull'Italicum, tanto che si dice che Berlusconi possa rinunciare definitivamente all'innalzamento della soglia di voti per i partiti non coalizzati e, anzi, ha intenzione di dare il suo ok per fissare uno sbarramento più basso dell'attuale 4,5%. E lo si è dedotto dal fatto che Forza Italia ha ottenuto il via libera per aprire la trattativa con il Nuovo centrodestra e con la Lega Nord in vista delle elezioni regionali.

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