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TREGUA 5 Settembre Set 2014 1635 05 settembre 2014

Ucraina, cessate il fuoco dalle 18 del 5 settembre

Firmato l'accordo tra Kiev e filorussi.

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Blindati dell'esercito ucraino.

Firmato a Minsk il protocollo per il cessate il fuoco dalle 18 di Kiev (le 17 in Italia) del 5 settembre. Lo hanno riferito media russi e ucraini.
Secondo Interfax, i rappresentanti di Kiev e delle due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk hanno firmato un protocollo di 14 punti.
L'atto ha suggellato la riunione a Minsk del Gruppo di contatto sull'Ucraina che comprende - oltre ai rappresentanti di Kiev e dei ribelli - la Russia e l'Osce.
POROSHENKO CONFERMA. La conferma è arrivata su Twitter dal presidente ucraino Poroshenko: «A Minsk hanno firmato il protocollo per il cessate il fuoco». L'intesa è stata accolta con cauto ottimismo in Occidente, ma intanto consente di arrestare temporaneamente il conflitto: salvando il presidente ucraino dall'umiliazione di una sconfitta militare dopo l'incursione delle truppe russe, e il leader del Cremlino Vladimir Putin, almeno per ora, dalle sanzioni definite dalla Ue.
DALLE PAROLE AI FATTI. Il nuovo pacchetto andrà di pari passo con l'applicazione dell'accordo sulla tregua, come ha spiegato il premier italiano Matteo Renzi. La discussione sullo status dell'Est, come pure sull'eventuale adesione di Kiev ad una Nato che mostra i muscoli ai confini russi, è solo rinviata, probabilmente a dopo le elezioni politiche ucraine del 26 ottobre, che rinnoveranno un parlamento ormai non più rappresentativo.
PUTIN NE ESCE VINCITORE. Poroshenko ha già anticipato di essere pronto a concedere un non meglio precisato decentramento, con libertà economica e linguistica. Al momento Putin appare come il vincitore della crisi: l'ingresso dei suoi parà ha ribaltato i successi dell'esercito ucraino costringendo Kiev al negoziato, il conflitto è solo congelato a tutto favore dei ribelli con tanto di loro riconoscimento come controparte, le sanzioni si allontanano e lui ne esce come il 'pacificatore' insieme a Poroshenko, escludendo Usa, Ue e singole potenze europee da una ribalta che trasferisce a Minsk, ossia nel cortile di casa.
SCAMBIO DI PRIGIONIERI. L'accordo prevede una dozzina di punti, tra cui alcuni già stabiliti: il cessate il fuoco dal 5 settembre, un non meglio precisato e ancora controverso ritiro di truppe e mezzi pesanti, l'accesso ai convogli umanitari e lo scambio di prigionieri. È previsto un monitoraggio internazionale con osservatori Osce, ma non è stato ancora formalizzato. Di questo e di altri punti si occuperà una commissione di lavoro ad hoc.

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