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POLITICA 6 Settembre Set 2014 1136 06 settembre 2014

Renzi: «Non solo annunci, ma serve la flessibilità»

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Il premier Matteo Renzi.

Dopo l'intervento del presidente uscente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso, che da Cernobbio, al Workshop Ambrosetti, aveva chiesto fatti dopo gli annunci del governo Renzi, è arrivata la puntuale risposta del premier, intervistato della direttrice di Huffington Post France Anne Sinclair il cui contenuto è stato trasmesso dalla Radio francese Europe 1: «Molti annunci e poche riforme? Non è vero. Tutte le cose promesse sono cominciate negli atti parlamentari. Ora c'è la discussione in parlamento».
FLESSIBILITÀ NECESSARIA. Renzi ha comunque rassicurato Bruxelles: «Abbiamo deciso di rispettare il 3%, ma dobbiamo chiedere, anzi ottenere, la flessibilità che è prevista dal trattato. I cittadini hanno scelto l'Europa, ma solo se l'Europa cambia. Non è un problema dei singoli Paesi, ma di tutta l'Unione». E anche in questo senso il premier ha rivendicato la sua prima mossa da capo del governo: «Con gli 80 euro al mese ai cittadini meno ricchi abbiamo dato un messaggio. Non soltanto economico, ma di speranza».
Il premier ha anche elencato tre elementi essenziali per riuscire a imprimere una nuova direzione all'Ue: «Il primo è il programma di investimenti annunciato dal nuovo presidente del Consiglio europeo Jean-Claude Juncker, abbiamo 300 miliardi per gli investimenti in Europa. Non è solo un patto di stabilità quindi, ma di stabilità e crescita. La seconda cosa l'ha detta Mario Draghi, è importantissima: abbiamo bisogno di mettere 200 miliardi di euro nelle piccole imprese. La terza sono le riforme strutturali. Dobbiamo cambiare non soltanto perchè abbiamo Angela Merkel, François Hollande o David Cameron, dobbiamo cambiare per i nostri figli, per il nostro futuro, l'Italia deve cambiare e noi cambieremo questo Paese che per me è il più bello di tutti».
«I MIEI MITI SONO KENNEDY, CLINTON E BLAIR». Il presidente del Consiglio ha poi voluto concludere l'intervista parlando della sua identità politica: «I radical chic in Italia hanno deciso che io non sono di sinistra. Io penso di essere uomo di sinistra e che la sinistra deve cambiare se vuole rimanere sinistra. È molto importante difendere gli ideali della sinistra, la giustizia e l'eguaglianza, che significa dare a tutti i nostri figli le stesse possibilità, ma io sono nato nel 1975, avevo 14 anni quando mia madre guardava in tivù il muro di Berlino che cadeva. I miei miti sono Kennedy, Bill Clinton, Tony Blair, tutta un'idea della politica di sinistra che non è soltanto difendere gli ideali, ma cambiare le cose».

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