Studenti Universitari Cinesi 140903123614
ESTERI 7 Settembre Set 2014 1349 07 settembre 2014

Cina, le università e la stretta sul controllo ideologico

Gli atenei cinesi si alleano con il Pcc.

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da Pechino

Studenti universitari cinesi.

Le tre principali università cinesi (Peking University, Fudan University e Sun Yat-sen University) hanno annunciato di voler aumentare il controllo ideologico sia sugli studenti sia sugli insegnanti.
La decisione è stata resa nota nell'ultimo numero del mensile di Partito Qiushi (Verità) e arriva in un momento di particolare attenzione del governo ai media e al silenziamento degli intellettuali più liberi.
INTERNET SOTTO CONTROLLO. L'articolo in questione, intitolato «Come portare avanti il lavoro ideologico nelle università date le nuove condizioni storiche», prevede compiti differenti per gli atenei. In particolare i primi due.
La Peking University si concentrerà sul «campo di battaglia di Internet»: una task force composta da studenti membri del Pcc monitorerà la correttezza politica delle opinioni espresse online 24 ore su 24. Uno studente coinvolto ha raccontato al New York Times che non gli è stato spiegato quali linee guida seguire, solo il «buonsenso».
IL PARTITO 'ARRUOLA' GLI INSEGNANTI. «Negli ultimi anni», si legge nell'articolo di Qiushi, «alcune persone spinte da secondi fini hanno ravvivato le fiamme di Internet contro l'obiettivo finale del Partito comunista e del sistema socialista». E questo tipo di azioni «ha un forte impatto negativo sull'opinione pubblica».
Nello stesso pezzo il comitato di Partito interno all'università invita insegnanti e studenti a «prendere una posizione netta e combattere contro azioni e discorsi che menzionano i principi e le linee guida del Partito e del Paese».

Shanghai: la Fudan University addestra gli under 45

La Fudan University di Shanghai.

A Shanghai, la prestigiosa Fudan University si concentrerà invece sugli insegnanti sotto i 45 anni: alcuni di loro non hanno «una comprensione corretta» dei problemi dovuti alla fase di transizione che la Repubblica popolare sta affrontando. Un'accusa che in qualche modo riflette quella che a giugno ha lanciato un importante ispettore al più importante think thank del Paese, l'Accademia delle scienze sociali, quando ha affermato che nel settore si erano «infiltrate forze straniere».
L'ORTODOSSIA MARXISTA AL CENTRO. Poco dopo, il Quotidiano del popolo, aveva rincarato la dose affermando che l'accademia doveva essere ricostruita sull'ortodossia marxista e che i ricercatori che ne fanno parte dovevano essere valutati in base alla loro fedeltà all'ideologia.
A maggio 2013, l'agenzia di stampa governativa Xinhua aveva riportato un appello congiunto del ministero dell'Istruzione e del dipartimanto di Propaganda che chiedevano che i giovani professori fossero educati meglio dal punto di vista ideologico e politico.
SETTE ARGOMENTI OFF LIMITS. Lo stesso mese lo studioso di Legge Zhang Xuezhong aveva scritto su Weibo, il Twitter cinese, che a lui e ad altri insegnati dell'università di Giurisprudenza di Shanghai (East China University of Political Science and Law) era stato richiesto di evitare argomenti «scomodi» come la democrazia, i valori universali, la società civile, il liberismo, l'indipendenza dei media, gli errori commessi in passato dal Pcc (il cosiddetto 'nichilismo storico') e le contraddizioni tra le politiche di aperura e riforme e la natura socialista del regime. Un documento che sconsigliava di nominare gli stessi argomenti era anche girato tra i membri del Partito come direttiva interna. Per questo il tweet di Zhang Xuezhong era divenuto immediatamente virale ed era stato censurato. Tutt'oggi sulla Rete cinese non ce n'è traccia, ma gli internauti si riferiscono ai suoi contentuti con la parafrasi «i sette innominabili», in cinese «qibujiang». L'account del professor Zhang è stato sospeso e lui stesso, dall'anno scorso, non può più insegnare. La motivazione ufficiale è che ha ripetutamente chiesto al governo di rispettare la Costituzione cinese.

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