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Festa dell'Unità 7 Settembre Set 2014 1319 07 settembre 2014

Il tortellino nel patto

Renzi incontra a Bologna gli altri leader socialisti europei.

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Il premier Matteo Renzi.

Un patto a tavola con i leader socialisti europei. Lo ha annunciato, con una battuta, Matteo Renzi alla Festa nazionale dell'Unità a Bologna. «Li portiamo tutti a mangiare i tortellini: oggi facciamo il patto del tortellino con i leader della sinistra europea» ha affermato il premier, parlando coi militanti che lo hanno accolto. Nel primo pomeriggio è previsto l’incontro con alcuni rappresentanti dei partiti socialisti di altri Paesi. Ma in precedenza pranzeranno tutti insieme, in uno dei ristoranti allestiti per l'happening democratico.
VENERDÌ LA NUOVA SEGRETERIA. Il presidente del consiglio ha annunciato che venerdì verrà nominata la nuova segreteria, rispondendo a un militante che lo ha invitato a delegare qualcuno per l’organizzazione del partito. Renzi ha detto che annuncerà la composizione della squadra durante il comizio di chiusura della festa.
I BRAVI RAGAZZI DELLE PRIMARIE. Inevitabile, a Bologna, un riferimento alla corsa per la poltrona di presidente della Regione. «Ora c’è un po’ di discussione» ha detto Renzi «ci sono da fare le primarie qui in Emilia Romagna. C’è qualche difficoltà ma sono bravi ragazzi e discutono. L’importante, dove c’è una discussione come in Emilia Romagna, è che il giorno dopo le primarie si sta tutti insieme». Nella consultazione del 28 settembre si sfideranno il renziano della prima ora Matteo Ricchetti, quello 'della seconda ora' Stefano Bonaccini, segretario regionale e il sindaco di Forlì, Roberto Balzani.
«NO LEZIONI DAI VECCHI TECNICI». Renzi, nel suo discorso finale, ha poi attaccato i cosiddetti 'tecnici': «Finora ci hanno detto che è finita la luna di miele. A noi ci porta bene ma c'è una parte di esperti del Paese, cresciuta all'ombra della Prima Repubblica incapace per 20 anni di leggere Berlusconi, non ha anticipato la crisi e ora ci spiega che gli 80 euro sono un errore. Ma non accettiamo lezioni».
«LE RIFORME NON SONO INUTILI». Le riforme non sono, «come ha sostenuto qualcuno, inutili, insignificanti, anzi uno scandalo, noi portiamo avanti, sia pure con modifiche, la legge elettorale e la riforma costituzionale, dimostriamo che la politica sa decidere», ha detto il premier dal palco.
«IN BALLO C'È IL DESTINO DEL PAESE». Renzi ha spiegato che non vuole mollare: «Lavoriamo invece che lamentarci, basta gufi, cambiamo le cose con lo spirito dei nostri nonni e la fantasia dei giovani. Un segretario, un premier da solo non può fare niente, serve una scommessa su di noi perché in ballo non c'è il mio destino, ma il Paese».
«PD, FACCIAMO UNA SEGRETERIA UNITARIA». Spazio anche alle dinamiche dentro il Pd. Il messaggio alla minoranza del partito è stata chiara: «Ci sono due paletti. Io da solo non ce la faccio e l'altra condizione è che i veti non sono accettabili. Non possiamo passare tempo a litigare. Propongo una segreteria unitaria, dove responsabilità in capo a tutti».

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