Renzi Matteo 140901152211
MAMBO 8 Settembre Set 2014 1228 08 settembre 2014

La nuova segreteria Pd? È irrilevante

La modifica del consesso, in passato, avrebbe causato un terremoto. Oggi no. Perché i membri non sono in grado di condizionare il leader.

  • ...

Matteo Renzi.

Matteo Renzi ha annunciato che fra pochi giorni il Pd avrà una nuova segreteria politica. Fra i tanti suoi annunci questo è quello più irrilevante. Per diverse ragioni. Perché, non per loro colpa, a far parte del nobile consesso saranno chiamati sconosciuti il cui curriculum esiste solo nella parte in cui si indicherà la corrente di provenienza.
Infine perché le segreterie politiche, che contavano appena un po' nei partiti della Prima Repubblica, contano niente in quelli della Seconda e soprattutto nell'epoca renziana.
Non è infatti immaginabile un membro della segreteria che contrasti-condizioni il leader. Ne è immaginabile un esponente di quel consesso che si apra una strada nei media.
LA BOSCHI È UN'ECCEZIONE. C'è riuscita Maria Elena Boschi perché legata a doppio filo a Renzi, perché aveva la delega sul Senato, perché bucava il video per il suo eccellente aspetto fisico. Questi partiti dell'epoca berlusconiana e post sono veri partiti, e qui sbaglia Massimo D'Alema quando li descrive come movimenti. Ma sono partiti ormai definitivamente strutturati come comitati elettorali.
La loro attività si traduce, tranne nelle zone di tradizione antica di sinistra, nella preparazione delle gare per le primarie. I vecchi partiti erano aree di organizzazione di movimenti sociali, di gestione della solidarietà, chiese e famiglie al tempo stesso. Ora no, ora, anche quando mettono su cucine per le feste dell'Unità, radunano eccellenti persone raccolte e divise, o confidenti, in gruppi di pressione per eleggere Tizio o Caio.
IL PREMIER? UNO SCHIACCIASASSI. Non è una critica, tantomeno moralistica, è la semplice constatazione della realtà. La modifica quindi di un assetto periferico, che nei vecchi partiti segnalava un piccolo terremoto, oggi è irrilevante. Un nome nuovo in segreteria nazionale, che un tempo indicava un mutamento di linea o almeno di atteggiamento, oggi vuol dire che una carriera inizia o prosegue con maggior celerità. Il re è lui, Matteo, che con il suo 40% e passa ha fondato davvero il Pdi e lo ha portato al vertice in Europa. Il vitalismo del leader è la chiave del suo successo. Renzi non si ferma mai, è uno schiacciasassi, bisogna solo augurargli che non gli venga mai un raffreddore o qualche piccolo malanno leggero, perché a quel punto gli salteranno tutti addosso. La sua famiglia e il suo staff abbiano cura di lui. I suoi nemici non aspettano l'errore, ma il colpo di tosse.

Correlati

Potresti esserti perso