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TUNNEL SENZA FINE 8 Settembre Set 2014 1535 08 settembre 2014

Padoan: «Riforme, minimo tre anni per vederne gli effetti»

«Risultati nel 2017». Ma parlò di 18 mesi.

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Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Il cronoprogramma di Pier Carlo Padoan deve avere un bug di sistema.
Perché ha posticipato da due a tre anni la prima data utile per scorgere finalmente gli effetti tangibili dell'operato del governo Renzi.
Un anno bruciato, da una dichiarazione all'altra. Il ministro dell'Economia, intervistato dal Financial Times a Cernobbio, ha spiegato che servono «minimo tre anni» per avere «risultati visibili» dalle riforme strutturali.
E IL «MEDIO TERMINE»? Ma come? Non aveva detto altro, non più tardi di metà agosto? «Sono più che sicuro che i benefici arriveranno nel medio termine, ovvero nei prossimi due anni. Risentiamoci tra 18 mesi e vediamo cosa è successo», era il suo pensiero.
Sabato 6 settembre, invece, era stato più vago: «I risultati ancora non si vedono, ma si vedranno presto».
«LA SPAGNA NON HA FATTO DI PIÙ». Ora le cose sembrano essere cambiate. Padoan ha negato il fatto che la Spagna abbia fatto più dell'Italia per riformare il proprio sistema economico. «Se si guarda con attenzione e senza nessun pregiudizio, si noterà che non c'è tanta differenza. Gli sforzi fatti dall'Italia non sono di meno di quelli della Spagna, ma i risultati sono diversi», ha spiegato.
«SUL PIL PREVISIONI SBAGLIATE». Anche sul Pil lo scenario non pare dei più rosei: «Tutte le previsioni puntavano a una crescita e invece sono poi state riviste al ribasso, speriamo che non ci sia un terzo calo», ha ammesso, prima di aggiungere che l'introduzione di «parametri» nell'Eurozona per misurare e confrontare le riforme strutturali servirebbe a «creare fiducia», ma anche a «disciplinare» i Paesi. «Ciò sarebbe utile per l'Italia e l'Europa».

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