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POLITICA 9 Settembre Set 2014 0913 09 settembre 2014

Riforma del Lavoro, l'articolo 18 resta in piedi

Il governo studia nuove misure per i contratti.

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Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

L'articolo 18 resta in piedi. Sarebbe questa l'idea del governo per la riforma del Lavoro, che preferirebbe applicare una soluzione leggera. Secondo quanto ha riportato La Stampa, la soluzione del ministro Giuliano Poletti sarebbe quella di introdurre misure come la possibilità per i datori di lavoro di licenziare i dipendenti senza vincoli per tre anni, con bonus fiscali in caso di conferma. Si tratta di «contratti di inserimento a tutele crescenti» che sarebbero indirizzati agli under 35 e agli over 50.
CONTROLLO A DISTANZA. E gli imprenditori potrebbero anche demansionare i dipendenti, tagliando il lavoro e anche il salario, e utilizzare le tecnologie per controllare l'operato dei lavoratori, come richiesto dal Nuovo centrodestra e dalle imprese.
Di ufficiale non c'è nulla, ma all'interno dell'esecutivo ci sarebbero già delle frizioni, con il Nuovo centrodestra che vorrebbe l'abolizione dell'articolo 18.
COMPENSO ORARIO MINIMO. Una posizione che ha già visto le prime critiche da parte del Pd, che attraverso il responsabile economico Filippo Taddei ha commentato: «Alcuni vorrebbero affermarsi politicamente con ampie revisioni dello Statuto dei Lavoratori nella delega», ha sottolineato parlando chiaramente di Ncd, «che sono però tecnicamente impossibili».
Al Pd, inoltre, piacerebbe inserire anche una riforma delle regole della rappresentanza sindacale in azienda, che andrebbe a seguire il taglio delle prerogative sindacali e la definizione di un compenso orario minimo per i lavoratori non contrattualizzati. Ma è un risultato difficile da ottenere.

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