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FECONDAZIONE ASSISTITA 10 Settembre Set 2014 1700 10 settembre 2014

Ddl Eterologa, Fioroni vuole il registro donatori

Depositato il disegno di legge a firma degli ex popolari del Pd.

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Beppe Fioroni.

Istituzione di un registro nazionale dei donatori; un anno di prigione a chi non ricorre ai donatori iscritti nel registro; tracciabilità dei gameti; diritto del nato da eterologa a conoscere il genitore biologico. Sono alcuni dei punti del ddl sulla procreazione eterologa presentato da Beppe Fioroni e dagli ex popolari del Pd.
NEL DDL: «DONAZIONE VOLONTARIA E GRATUITA». Il ddl, a prima firma di Beppe Fioroni, è stato depositato in nella mattinata di mercoledì 10 settembre alla Camera e, oltre alla firma degli ex Ppi del Pd, reca anche quella di Gian Luigi Gigli, di Per l'Italia.
Il testo stabilisce che la donazione di cellule riproduttive per la procreazione eterologa «è volontaria e assolutamente gratuita». «Gli atti e i contratti onerosi sono nulli». Viene quindi prevista l'istituzione, presso l'Istituto superiore di sanità di un registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive «ove sono registrati tutti i soggetti ammessi alla donazione, mediante l'attribuzione ad ogni donatore di un codice».
«FINO UN ANNO DI DETENZIONE A CHI VIOLA L'ANONIMATO». «Le strutture sanitarie autorizzate al prelievo e al trattamento delle cellule riproduttive comunicano al registro i dati anagrafici dei donatori», con modalità «idonee ad assicurarne l'anonimato». Le violazioni di questi adempimenti «costituisce reato ed è punita con l'arresto da 3 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da 5 mila a 50 mila euro». Viene quindi «garantita la tracciabilità del percorso delle cellule riproduttive dal donatore al nato e viceversa».
«OGNI DONATORE DETERMINA AL MASSIMO 5 NASCITE». Inoltre le cellule di ogni donatore «non possono determinare più di cinque nascite», limite derogabile solo se una coppia che ha già avuto un figlio con i gamete di quel donatore, desideri un altro figlio con i gameti dello stesso donatore.
«IL NATO PUÒ CONOSCERE IL PADRE BIOLOGICO». Ferma restando la regola dell'anonimato «è consentito l'accesso alle informazioni sanitarie e del patrimonio genetico del donatore nei casi in cui sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla salute dell'embrione formato o del nato», attestati da un medico o un ospedale pubblico. L'accesso alle informazioni è consentito «esclusivamente» al medico. «Il nato», stabilisce poi il ddl, «è informato delle modalità del suo concepimento e i genitori vi debbono provvedere nei modi e nei termini che essi ritengono più opportuni. Al nato, qualora lo richieda al raggiungimento della maggiore età, non si può opporre nessun rifiuto per conoscere l'identità del padre biologico».

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