Giuseppe Tesauro 140730145145
GIUSTIZIA 10 Settembre Set 2014 1815 10 settembre 2014

Elezioni Consulta, fumata nera in parlamento

Non raggiunto il quorum dei tre quinti. Violante il più votato.

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Il nuovo presidente della Corte costituzionale, Giuseppe Tesauro.

Fumata nera per l'elezione di due giudici costituzionali da parte del parlamento in seduta comune. Nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto dei tre quinti dei componenti dell'Assemblea. Serve una nuova votazione l'11 settembre, la nona, con inizio alle 9.30 a Montecitorio.
Luciano Violante è stato il più votato, con 429 voti: ben al di sotto del quorum richiesto che era di 570 voti.
FI NON VOTA CATRICALÀ. Catricalà, ex sottosegretario vicino a Gianni Letta, non ha incassato i voti di Forza Italia ed è stato sorpassato da Donato Bruno, che ha ricevuto 68 voti, ma anche dal costituzionalista Franco Modugno, che ne ha presi 119, e da Felice Besostri, forte di 165 preferenze grazie al sostegno del Movimento 5 stelle.
Non sarebbe stato compatto il sostegno da parte del Partito democratico (in molti avrebbero votato Modugno) a Luciano Violante. L'ex presidente della Camera ha invece incassato le preferenze di Scelta civica, del Misto e dei partiti minori del centrosinistra. Con i voti di Forza Italia (dei gruppi che comunque rispondono a Silvio Berlusconi, come Gal al Senato) sarebbe stato sicuramente eletto.
RIBALTONE NEL POMERIGGIO. A Montecitorio la giornata è stata densa di consultazioni. Nel primo pomeriggio sulla Corte l'accordo sembrava raggiunto sui nomi di Violante e di Catricalà. Ma, a qualche minuto dall'inizio della seconda votazione della giornata, il meccanismo si è rotto in Forza Italia.
I parlamentari azzurri, infatti, non hanno più votato il candidato deciso dai loro vertici, cui preferivano Donato Bruno. Il background di partito di quest'ultimo - è stato spiegato da alcuni forzisti - appariva più congruo nella contrapposizione a quello chiaramente 'marcato' di Violante, rispetto a quello di Catricalà, che sarebbe stato indicato da Gianni Letta.
Bisogna attendere la mattina dell'11 settembre per capire se in pista per la Consulta possono restare ancora Violante e Catricalà o, invece, come in molti sussurrano in Transatlantico, entrare in gioco il costituzionalista Augusto Barbera (che sarebbe gradito a Renzi pur avendo manifestato critiche alla riforma del Senato), e Donato Bruno.

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