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VERTENZA 10 Settembre Set 2014 1815 10 settembre 2014

Ferie magistrati, Orlando: «Nessun passo indietro»

Elezioni Csm e Consulta: fumata nera.

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Il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

È scontro totale tra governo e toghe. Nel giorno dell'ennesima fumata nera in parlamento per il rinnovo della Corte costituzionale e del Consiglio superiore della magistratura, il ministro Andrea Orlando ha incontrato l'Anm per ribadire che l'esecutivo non ha alcuna intenzione di tornare sui suoi passi sulla questione del taglio delle ferie delle toghe. «C'è la volontà di un confronto e un approfondimento che tenga presente la specificità dell'attività dei magistrati, ma resta fermo l'obiettivo di fondo per cui in una fase di crisi si chiede anche alla magistratura un sacrificio come alle altre categorie», ha spiegato il ministro della Giustizia Orlando che il 10 settembre ha visto i vertici dell'Anm, il presidente Rodolfo Sabelli e il segretario Maurizio Carbone per un confronto, durato circa un'ora, sulla riforma della giustizia e in particolare sul decreto per lo smaltimento dell'arretrato civile.
INCONTRO IN PROGRAMMA DA TEMPO. L'incontro è caduto all'indomani della dura presa di posizione dell'Anm sulla riforma, ma «era in calendario già da tempo», ha specificato Orlando, parlando con i giornalisti alla Camera. «Sabelli e Carbone mi hanno illustrato le ragioni del comunicato di ieri», ha aggiunto il ministro.
Ma «quella che è iniziata non è una trattativa. Abbiamo chiesto dei contributi anche sul testo sul civile, che probabilmente lunedì sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale, e siamo aperti a ulteriori idee che possano rafforzare il provvedimento in sede di conversione».
«PRONTI AL CONFRONTO MA SENZA TABÙ». Nell'incontro è stato affrontato anche il tema del taglio delle ferie dei magistrati, previsto proprio dal decreto sul civile. Tema che «non era stato sottoposto al confronto preventivo» con l'organizzazione delle toghe, ha ammesso il ministro. «Su questo tema ho avuto mandato dal governo ad approfondire» e per questo ci saranno ulteriori incontri con l'Anm. Ma «senza recedere dall'obiettivo di fondo: siamo pronti al confronto, ma nessun tabù».
Come rimodulare questo sacrificio è da definire con le possibili modifiche, in fase di conversione, al testo del decreto sul civile che contiene il taglio delle ferie dei giudici da 45 a 30 giorni a partire dal 2015.

Sabelli: «Il governo ha abbandonato il confronto»

Il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli.

A mollare, del resto, non ci pensano nemmeno i magistrati: «Passi indietro non ne abbiamo fatti neppure noi», ha dichiarato Sabelli, «anzi abbiamo ribadito le nostre ragioni. Sul tema delle ferie si è rotto un metodo improntato al confronto: e non siamo stati noi a produrre questa rottura, ma il governo. E si è data una rappresentazione errata delle priorità della giustizia».
CSM CONTRO RENZI. Il giorno dopo la dura presa di posizione dell'Anm, che al di là delle ferie ha bocciato come troppo deboli le misure della riforma su prescrizione e falso in bilancio e ha espresso preoccupazione per una possibile stretta sulle intercettazioni, sono scesi in campo anche diversi esponenti del Csm.
Il 10 settembre, infatti, si è riunito l'ultimo plenum di questa consiliatura in vista dell'elezione dal parte del Parlamento degli otto membri laici che devono completare la composizione del nuovo consiglio.
I togati non hanno apprezzato come il premier Matteo Renzi, nel suo intervento a Porta a Porta il 9 settembre, ha liquidato con un «brr che paura...» le osservazioni molto critiche del 'sindacato' delle toghe.
«DAL PREMIER ATTEGGIAMENTO IRRIDENTE». Paolo Auriemma di Unicost, corrente moderata delle toghe, ha parlato di «atteggiamento irridente che amareggia»; Paolo Carfì di Area, che riunisce l'ala di sinistra, di «metodo umiliante»; e Antonello Racanelli di magistratura indipendente, di «battute irridenti».
Anche qui Orlando ha scelto di guardare avanti per non pregiudicare la riforma, «un obiettivo che non possiamo farci sfuggire», e ha invitato per questo a «recuperare i toni di un'azione comune». Una nuova insidia, intanto, si affaccia sulla responsabilità civile, con la possibilità di nuovi blitz della Lega per reintrodurre con un emendamento alla legge Comunitaria la responsabilità diretta.
In questo caso «non so se il governo metterà la fiducia», ma «in Cdm è già stata chiesta l'autorizzazione a porla», ha avvertito Orlando, che per altro preferirebbe portare in porto una riforma su questa materia non agganciandola alla legge Comunitaria, ma facendo viaggiare autonomamente il ddl già steso dal governo.

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