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CENTRODESTRA 10 Settembre Set 2014 2203 10 settembre 2014

Forza Italia: casse vuote, Berlusconi minaccia i morosi

Il partito senza soldi. Il Cav: «Chi non versa le quote sarà cacciato».

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Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Casse prosciugate. Forza Italia è completamente al verde, con un bilancio così pesante da non potersi permettere nemmeno di pagare gli stipendi di settembre. A dirlo senza mezze misure ai vertici riuniti a San Lorenzo in Lucina è stata Maria Rosaria Rossi, tesoriere del partito e fedelissima di Silvio Berlusconi, che l'ha scelta personalmente per far quadrare i conti.
Il Cavaliere, infatti, l'aveva detto: non ha intenzione di spendere ancora i suoi soldi per salvare le finanze del partito. E non ha digerito la cattiva notizia arrivata il 10 settembre.
BERLUSCONI INDIGNATO. Da Arcore, dove è bloccato per una infiammazione agli occhi, non ha esitato a definirsi «indignato» per una situazione ancora lontana dall'essere sanata: «Per anni», sarebbe stato il ragionamento, «ho dato sempre il massimo per tutti e questo è il ringraziamento».
Parole dure che si sposano con il mandato consegnato a Rossi, pronta a 'battere i pugni' sul tavolo e fare la voce grossa per esigere il pagamento delle quote di iscrizione al partito e degli arretrati: «Chi non lo fa», è la linea che ha deciso di tenere la senatrice azzurra, «vuole dire che non farà più parte della famiglia».
I 'morosi' ora devono essere chiamati per discutere la loro situazione e invitati a saldare i debiti entro un determinato periodo: la punizione sarebbe la decadenza per chi ha ruoli nel partito a tutti i livelli fino all'ipotesi di essere messi fuori dalle liste alle prossime elezioni.
PARTITO COSTRETTO AI TAGLI. Il quadro emerso costringe il partito a fare dei tagli alla struttura per riorganizzarla, individuare gli sprechi ed eliminarli. L'ex Cavaliere ha in programma poi altre cene di raccolta fondi: una il 24 settembre a Roma e una a Milano a metà ottobre, in attesa di riprendere la piena agibilità per poter girare l'Italia.
Il piano messo a punto dalla tesoriera è quello di organizzare eventi non nelle grandi città ma nei piccoli paesi dove l'ex capo del governo magari non è mai andato. Insomma un'altra grana per Berlusconi, già alle prese con diversi dossier, oltre al nodo della scelta dei giudici per la Consulta, il Cav è costantemente in contatto con i suoi fedelissimi per chiudere il prima possibile gli accordi elettorali. Gli occhi sono puntati su Nuovo centrodestra (con cui l'intesa sarebbe di fatto aun passo) per riallacciare i fili e testare sulle elezioni amministrative la futura alleanza.
TRATTATIVE D'ALLEANZA CON ALFANO. La linea dell'ex capo del governo è chiara: mettere da parte i rancori personali. Divisi, i due partiti rischiamo di essere ininfluenti facendo guadagnare terreno a Renzi e al Pd. A portare avanti la trattativa c' è una commissione ad hoc, e composta da Altero Matteoli, Denis Verdini, Giovanni Toti e i due capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, che hanno il compito di sondare gli ex alleati: oltre a Ncd, Lega e Fratelli d'Italia. L'intenzione è quella di stringere un accordo generale e non 'a macchia di leopardo'. Obiettivo che piace anche al partito di Angelino Alfano.
Qualche problema potrebbe esserci con la Lega, restia a stringere un nuovo patto con Ncd: «Faccio notare che in Lombardia e Veneto, i governatori leghisti sono in maggioranza già con il partito di Alfano», ha replicato Toti. Altra grana da risolvere è però quella delle primarie. A Berlusconi non sono mai piaciute (idea condivisa con i suoi fedelissimi), ma sul punto Raffaele Fitto non sembra voler cedere: «È vero che non sono un dogma, ma per quanto mi riguarda sono un'opportunità da non perdere».

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