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POLITICA 10 Settembre Set 2014 1830 10 settembre 2014

Spending review, Renzi in pressing sui ministri

Il premier chiede indicazioni sui tagli nei singoli ministeri.

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Matteo Renzi.

Matteo Renzi in pressing sui rappresentanti del suo governo per raggiungere gli obiettivi della Spending review. Durante la riunione del Consiglio il premier avrebbe infatti chiesto ai ministri di inviargli nei prossimi giorni una nota indicando i risparmi a loro avviso possibili nei singoli ministeri. Per ora, dunque, sono stati congelati gli incontri sul tema dei tagli alla spesa pubblica.
Solo dopo che saranno arrivate le valutazione dei singoli ministeri, è quanto trapelato da fonti di governo, Renzi ha intenzione di valutare l'entità dei risparmi proposti e dunque decidere in merito all'utilità e all'opportunità di colloqui individuali.
TAGLIO DEL 3%. Nei piani di Renzi resta l'indicazione tassativa di un taglio del 3% per ogni ministero. Indicazione che, hanno sottolineato le stesse fonti, per ora non è stata data in attesa di vedere che cosa proporranno i singoli ministri.
In serata poi Palazzo Chigi ha diffuso una nota per spiegare che «la spending review al governo è partita oggi nel Cdm» e che «nei prossimi giorni arriveranno le prime due diligence dei ministri e una volta arrivate si vedrà quanto si avvicinino all'obiettivo del 3% dei tagli indicati da Renzi».
LORENZIN: «IL FONDO SANITARIO NON SI TOCCHI». A Palazzo Chigi nel pomeriggio di mercoledì 10 settembre si sono visti dunque solo Pier Carlo Padoan - assente al Consiglio dei ministri per appuntamenti precedenti ma ormai impegnato quasi quotidianamente con Renzi all'impostazione della legge di stabilità - e Beatrice Lorenzin, ministro che ha già posto i suoi paletti sui tagli, ma che come titolare di una delle fonti di spesa più pesanti potrebbe essere direttamente chiamata in causa.
«Voglio essere ottimista sui tagli - ha spiegato - Spero che il Fondo sanitario nazionale non venga toccato».
RISORSE STRETTE COL NUOVO TAGLIO IRAP. Se è vero però che il governo sta ipotizzando un ulteriore taglio dell'Irap, dopo il 10% di quest'anno, qualche problema si pone. L'imposta sulle attività produttive finanzia infatti proprio il Sistema sanitario nazionale e ridurla significa dover cercare altrove le risorse per la sanità. Tra i corridoi si fa sempre più strada l'ipotesi quindi che il Fondo sanitario possa essere ritoccato per i prossimi due anni. Il patto per la salute sottoscritto poco più di due mesi fa da governo e Regioni prevede infatti che vi possano essere riduzioni rispetto alle risorse pattuite per il prossimo biennio (112 mld per il 2015 e 115,4 mld per il 2016) qualora l'andamento economico lo richiedesse.
A rassicurare ci ha pensato per ora il sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini. «L'intenzione del governo», ha puntualizzato, «non è comprimere i servizi ma ridurre i costi dei servizi sanitari».
PINOTTI: «TAGLI ALLA DIFESA? SPERO IL MENO POSSIBILE». Poco disponibile a ridurre il proprio budget sembra anche la titolare della Difesa, Roberta Pinotti: «Spero che i tagli siano il meno possibile, ma non è detto che ci siano». La Difesa è infatti già stata coinvolta direttamente quest'anno nelle coperture del bonus Irpef con 400 milioni di euro.
GOVERNO A CACCIA DEI 20 MLD. Il governo è comunque a caccia dei 20 miliardi per il 2015 per seguire innanzitutto due linee guida: la stabilizzazione del bonus Irpef (costo 7 miliardi) a favore dei lavoratori e, probabilmente, benefici anche alle imprese, sotto forma di riduzione dell'Irap o di altre forme di alleggerimento della tassazione. In questo modo si innescherebbe un circolo virtuoso con risorse che si rimettono in circolo generando consumi e occupazione.

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