Renzi Matteo 140901152211
MAMBO 11 Settembre Set 2014 1323 11 settembre 2014

Giustizia, Renzi si opponga alla Casta delle procure

La reazione delle toghe alla riforma Orlando è esagerata. I magistrati non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Per questo il premier deve andare avanti.

  • ...

Matteo Renzi.

Questo braccio di ferro con i magistrati, Renzi se lo sarebbe risparmiato. Se ci fate caso non ha detto una sola parola fuori luogo, non ha mostrato muscoli, ha lasciato fare. Probabilmente perché sa che questa volta l'avversario è cattivo e non baderà a nulla, sarà una guerra senza se e senza ma.
IL MURO DELLE TOGHE. Le dichiarazioni dei magistrati delle varie correnti sulla riforma di Orlando sono state come sempre esagerate. Il carattere assai blando del testo del ministro della Giustizia avrebbe fatto pensare che per la prima volta la Casta delle procure e dei tribunali avrebbe accettato quanto meno la discussione. Non è stato così, non sarà così.
La magistratura italiana, divisa al suo interno da faide inenarrabili, consapevole anche dei limiti dei propri «associati», non può permettersi neppure un allentamento nella pressione sul sistema politico parlamentare.
IL SUPER POTERE DELLA MAGISTRATURA. La prima ragione è che è difficile per questo apparato dello Stato accettare di ritornare spontaneamente e senza reagire nei ranghi, cioè nel ruolo che la magistratura ha nei Paesi occidentali. In Italia è stata abituata a decidere tutto su tutto.
Ogni vicenda è stata giuridicizzata, per ognuna c'è stato un magistrato onnisciente che ha stabilito la verità. Per oltre due decenni i magistrati si sono sentiti unti dal Signore, hanno davvero cercato, come disse un pm milanese, di rovesciare l'Italia come un guanto. Hanno occupato qualsiasi poltrona, si sono fatti sindaci, parlamentari, giornalisti, economisti, direttori di case editrici, romanzieri, consiglieri di amministrazione della Rai. Hanno solo rinunciato ai paramenti cardinalizi, per ora.
PRIVILEGI INTOCCABILI. Quelle competenze richieste per altri funzionari sembravano acquisite una volta per tutte con la vittoria del concorso in magistratura. Ecco perché per i magistrati e per le loro associazioni non è possibile neppure concepire un piccolo passo indietro rispetto ai privilegi formali e alla costituzione materiale che ormai li vede titolari di un vero super potere.
Non possono fare questo passo indietro perché se fossero costretti a farlo la Casta si sfascerebbe e inizierebbe una guerra civile fra magistrati di cui qualche volta abbiamo visto l'asprezza.
RENZI, GENERAZIONE POST MANI PULITE. Non fanno il passo indietro perché nessuno ha provato a farglielo fare. Renzi potrebbe riuscire nell'impresa. La sua è una generazione successiva all'ideologia di Mani Pulite, non patisce Travaglio o Flores D'Arcais, capisce che se non afferma il potere della politica anche la politica del rottamatore finisce nel pozzo.
Alcuni commentatori oggi sembrano contenti che in poche ore le camice bianche renziane si siano macchiate. Piccole vendette.
LA GRANA EMILIANA. Il tema è che il corto circuito emiliano-romagnolo non mira a Richetti & company ma al premier. Non se ne esce? Non è facile. Ma se Renzi è convinto che i suoi uomini non abbiano peccato, li difenda.
In fondo la procedura giudiziaria è stata appena avviata. Vuoi veder che anche questa volta i magistrati hanno preso lucciole per lanterne?
In ogni caso non faccia un passo indietro sulla riforma. Qui deve fare la prova muscolare. La metta in cima alle priorità accanto alle misure sull'economia. Contro di lui raccoglieranno molte firme, è già pronta una schiera di intellettuali, cantanti e attori che si scandalizzeranno.
Renzi vada avanti. Il gioco vale la candela.

Correlati

Potresti esserti perso