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RETROSCENA 11 Settembre Set 2014 1144 11 settembre 2014

Pd, Fioroni offre aiuto Renzi in cambio di un posto in segreteria

L'ex ministro calma la minoranza con Valiante al Nazareno.

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Simone Valiante.

Chiamatelo, se volete, soccorso democristiano. È quello che secondo quanto risulta a Lettera43.it Giuseppe Fioroni avrebbe offerto a Matteo Renzi per tenere a bada quella parte del Pd formata dai vari Bersani, Fassina e D’Alema che in questi giorni è tornata a cannoneggiare contro il premier.
IL PREZZO DEL SOCCORSO. A una condizione: ottenere un posto nella nuova segreteria che l’ex sindaco di Firenze si appresta a “rimpastare” dopo la nomina di alcuni componenti (Boschi, Lotti, Madia, Mogherini) nella squadra di governo.
IL NOME È QUELLO DI VALIANTE. Il terremoto politico scoppiato negli ultimi giorni in Emilia-Romagna, che vede coinvolti due renziani di ferro come Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, ha costretto Renzi a spostare la direzione nazionale da giovedì 11 a martedì 16 settembre. Se l’ingresso nel team di Enzo Amendola, Micaela Campana e Danilo Leva (Area riformista) sembra ormai cosa fatta, il nome messo sul tavolo dall’ex ministro dell’Istruzione è quello di Simone Valiante, già responsabile Ambiente nella segreteria di transizione di Guglielmo Epifani.
«SERVE UN PD APERTO E PLURALISTA». Non a caso mercoledì 10 settembre su Europa, quotidiano del Pd, è apparso un intervento del deputato campano. «Il nostro Partito è reso grande dalla positiva coesistenza di laici e cattolici», ha scritto Valiante, «ovvero dal reciproco arricchimento di riformismi di natura diversa, anche di quelli di matrice cattolico democratica». E ancora: «Vogliamo un partito democratico forte, e lealmente impegnato a supportare l’impresa dei 1.000 giorni lanciata dal premier, ma confidiamo in una politica inclusiva e in una nuova segreteria nazionale realmente rappresentativa di tutte le sensibilità».
MINORANZA DI NUOVO IN FERMENTO. Un messaggio nemmeno troppo velato al premier-segretario, che negli ultimi giorni è tornato a essere oggetto del fuoco di fila degli oppositori interni. A partire da Stefano Fassina che ha bocciato il pacchetto lavoro. Mercoledì 10 settembre, a Roma, l'ex sottosegretario all'Economia ha partecipato insieme con Gianni Cuperlo e a un altro piccolo gruppo di esponenti dem (fra i quali Rosy Bindi, Corradino Mineo e l’ex tesoriere dei Ds Ugo Sposetti) all’incontro organizzato dall’economista Gustavo Piga, promotore di quattro referendum per cambiare la legge sul fiscal compact.
LA MOZIONE PER DIMEZZARE GLI F-35. Un’altra mina posizionata sul già impervio terreno che Renzi si trova di fronte è la mozione presentata da 19 esponenti del Partito democratico (primo firmatario il senatore Gian Piero Scanu) che chiedono di dimezzare il programma di acquisto degli F35.
Una circostanza che rischia di creare non pochi problemi alla stabilità del governo visto che il Nuovo centrodestra ha messo nero su bianco un contro-documento nel quale invita tutti a rispettare gli impegni presi su questo fronte.
Nella nuova segreteria «non faremo tappezzeria», ha recentemente ammonito il bersaniano Alfredo D’Attore. Ecco perché a Renzi il soccorso democristiano potrebbe rivelarsi utile.

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