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POLITICA 11 Settembre Set 2014 1445 11 settembre 2014

Spending review, tagli alla sanità: Regioni in rivolta

Chiamparino: «Renzi non rompa il patto».

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Sergio Chiamparino.

Giù le mani dalla sanità. Le Regioni fanno quadrato contro i possibili tagli alla spesa sanitaria (si parla con insistenza di 3 miliardi di euro), un dei punti sui quali il governo Renzi potrebbe far leva per centrare il risparmio di 20 miliardi, obiettivo quantificato dal commissario Carlo Cottarelli nel piano della Spending review.
«Con il governo abbiamo siglato in agosto un patto d'onore sulla sanità: se si rompe viene meno il rapporto di fiducia e collaborazione», ha ammonito Serigo Chiamparino, presidente della conferenza delle Regioni.
«Il patto per la salute ci ha impegnato, entro il 31 dicembre, a scrivere piani di riordino dei servizi sanitari e ha previsto un fondo da 109 miliardi di euro, con un aumento di circa 2 miliardi e mezzo in più l'anno in più per il 2015 e il 2016 per finanziare il servizio sanitario nazionale».
Chiamparino ha anche reso noto di aver scritto una lettera al ministro Lorenzin dove ha chiesto di mantenere le somme e gli impegni pattuiti e di essersi attivato per un confronto con il governo.
PALAZZO CHIGI: «NO TAGLI MA NIENTE PIÙ SPRECHI». A stretto giro di posta è arrivato un primo chiarimento da Palazzo Chigi. Nessuno vuole tagliare la sanità, hanno sottolineato fonti vicine all'esecutivo, in vista della definizione della spending review, ma, hanno anche aggiunto le stesse fonti, nessuno vuole più sprechi.
ZAIA: «IN VENETO SI METTONO A RICHIO LE CURE». Quello contro i tagli alla sanità non è un veto solo di Chiamparino. Il fronte è comune, come attestato dalle durissime dichiarazioni di altri governatori al termine della conferenza delle Regioni e poco prima di quella Stato-Regioni.
Dura e «senza alcun margine di trattativa» è stata la posizione espressa del presidente del Veneto Luca Zaia sul punto. «Provino a tagliare un solo euro alla sanità veneta e mi troveranno personalmente steso di traverso sulla strada che vogliono percorrere di distruzione della sanità in Italia, in particolare dove, come in Veneto, ogni euro risparmiabile è già stato risparmiato senza aspettare i superesperti di turno. Qui da noi ridurre ancora la spesa equivarrebbe inevitabilmente a tagliare l'assistenza agli utenti. Ci pensino bene, prima che possa mettersi in moto una vera rivolta».
CALDORO: «RENZI RISPETTI I PATTI». Toni simili a quelli utilizzati dal governatore della Campania Stefano Caldoro. «Con il Governo abbiamo raggiunto risultati straordinari nella sanità, dando prova di grande responsabilità, a partire dall'intesa sul patto per la salute, fino a quella sul riparto del Fondo sanitario nazionale. Ma i patti si rispettano», ha detto Caldoro. «Nessuno si sottrae alla partita dell'efficientamento ma diversa cosa sono i tagli dopo che erano stati siglati precisi accordi».

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