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IMPOSTA 11 Settembre Set 2014 2152 11 settembre 2014

Tasi, tutte le aliquote: Comuni in alto mare con le delibere

Senza l'invio nessuna detrazione.

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La Tasi è la Tassa sui servizi indivisibili.

La matassa di scadenze che da qui a fine 2014 è destinata a guastare i sonni di tantissimi italiani ha archiviato il 10 settembre una giornata importante per il timing della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili.
È scaduto alla mezzanotte il surplus di tempo concesso ai Municipi, la maggioranza, che non hanno fatto in tempo a comunicare entro il 31 maggio al ministero dell'Economia le delibere approvate sulle aliquote.
MANCANO TRE MILA COMUNI. IIn tutto dovrebbero essere poco più di 5.300 i Comuni che hanno inviato la documentazione (ma il dato è suscettibile di revisione anche alla luce dell'accelerazione registrata negli invii) e quindi dovrebbero mancarne una quota importante, poco meno di 3 mila (a parte l'anticipo dei 2.187 Comuni che avevano già deliberato a maggio, anche perché privi delle scadenze elettorali della primavera 2014).
A questo punto la palla è stata rimandata nel campo del dipartimento Finanze, che entro il 18 settembre deve pubblicare le aliquote decise dai territori.
SENZA INVIO NIENTE DETRAZIONI. In caso di mancato invio la norma prevede il pagamento della Tasi ad aliquota standard (1 per mille), senza detrazioni. Che significa che per le abitazioni principali dovranno far fronte al pagamento tutti, proprietario e affittuario, compresi coloro che non hanno mai pagato l'Imu grazie alla detrazione di 200 euro.
Per non parlare delle famiglie numerose, visto che con l'Imu potevano far conto su una detrazione aggiuntiva di 50 euro a figlio convivente (entro i 26 anni di età).
SARÀ PIÙ CARA DELL'IMU 2012. Secondo le prime stime la Tasi dovrebbe rivelarsi più cara dell'Imu (2012), maggiormente in alcuni capoluoghi di regione, allo stesso modo di quei Comuni che già a maggio hanno inviato al dipartimento Finanze le aliquote, visto che a quanto si è appurato gran parte di essi ha cancellato le detrazioni.

A Roma e Milano aliquota del 2,5 per mille sulle prime case

Questo il quadro delle principali città capoluogo.
ROMA. La Tasi sulla prima casa è del 2,5 per mille, mentre per le seconde è all'11,4. Esentate le seconde case date in comodato ai figli con un reddito inferiore ai 15 mila euro (l'aliquota in questo caso sarà al 2,5).
Le detrazioni prevedono 110 euro per gli immobili con rendita catastale fino a 450 euro; 60 euro per gli immobili con rendita tra 451 e 650 euro; 30 euro per quelli compresi tra 651 e 1.500 euro.
MILANO. L'aliquota Tasi sulle prime case è del 2,5 per mille e sulle seconde dello 0,8. Con le detrazioni circa 22 mila prime case sono esentate dal pagamento.
È stato introdotto anche un quoziente familiare che prevede uno sconto in base al numero dei figli.
TORINO. L'aliquota sarà al 3,3 per mille, con detrazioni di 110 euro per immobili con rendita catastale fino a 700 euro, 30 euro per ciascun figlio fino a 30 anni, se residente e dimorante.
FIRENZE. L'aliquota è del 2,5 per mille, a cui si aggiunge l'addizionale massima dello 0,8 per mille solo per la prima casa.
VENEZIA. Per la prima casa l'aliquota Tasi è stata decisa al 2,5 per mille, più una maggiorazione dello 0,4.
NAPOLI. Sarà del 3 per mille ma per immobili di lusso al 6 per mille.
BOLOGNA. Al 3,3 per mille.
PERUGIA. Al 3,3 per mille. In questo caso con rendita catastale fino a 300 euro la detrazione sarà pari a 110 euro; stabilita anche una maggiorazione della detrazione, di 25 euro, per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni.
ANCONA. Sarà del 3,3 per mille per l'abitazione principale e relative pertinenze, e nessuna aliquota per gli altri immobili.
BARI. Il Comune applicherà il 3,3 per mille, solo sulle abitazione principali, esentando tutti gli altri immobili, consentendo così di finanziare circa 5 milioni di euro per l'esenzione totale o parziale (il calcolo è legato al reddito Isee) delle persone meno abbienti.
CATANZARO. Aliquota fissata all'1,20 per mille.
CAGLIARI. Le aliquote per la prima casa saranno tre: 2, 2,8, e 3,3 per mille a seconda della rendita e della categoria.
POTENZA. 2,5 per mille.
PALERMO. 2,89 per mille.
AOSTA. 1 per mille (che sale all'1,5 e al 2 per alcune categorie di immobili di lusso)
L'AQUILA. 2 per mille.
GENOVA. Al 3,3 per mille (con detrazioni decrescenti al crescere della rendita catastale).
ALTO ADIGE. Imu e Tasi sono state sostituite dall'Imi (Imposta municipale immobiliare).
BOLZANO. L'aliquota sarà del 4 per mille.

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