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ANALISI 12 Settembre Set 2014 0837 12 settembre 2014

Elezioni Ucraina, movimenti politici in ordine sparso

Chiunque vinca dovrà mediare cogli oligarchi.

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Petro Poroshenko, presidente dell'Ucraina.

L’accordo di Minsk, in cui è stata fissata la tregua fra separatisti e truppe ucraine, ha acceso le speranze che il conflitto nell’ex repubblica sovietica possa essere risolto mediante la via diplomatica.
Nonostante l’armistizio sia fragile e i 12 punti fissati dal protocollo sembrino più una corsa a ostacoli che un percorso di pace, a Kiev l’attenzione è rivolta verso le prossime elezioni parlamentari anticipate che si svolgeranno il 26 ottobre.
Alla Rada, sciolta alla fine di agosto dal presidente Petro Poroshenko, il premier Arseni Yatseniuk non ha più la maggioranza e ormai tutti i partiti si stanno posizionando in vista dell’appuntamento d’autunno. PARTITI IN ORDINE SPARSO. Anche all’interno del blocco uscito vincitore dalla rivoluzione di febbraio, costituito da Patria, il partito di Yatseniuk e Yulia Tymoshenko, Udar di Vitaly Klitschko e i nazionalisti di Svoboda guidati da Oleg Tiahnybok, non si pensa più in termini di alleanze, ma ognuno va per la propria strada.
Stesso dicasi di Solidarietà, la formazione del capo dello Stato, che correrà sotto il nome di Blocco Poroshenko, in coalizione con altri partiti. Quali di preciso ancora non si sa.
NUOVI ATTORI POLITICI. Lo spettro politico è frammentato e si è arricchito di nuovi attori. Secondo i sondaggi, tra gli ucraini che hanno già deciso chi votare, poco meno dei due terzi, la situazione è abbastanza chiara. L’eventuale alleanza di Solidarietà e Udar (Blocco Poroshenko), avrebbe il 37,1% seguito a grande distanza dal Partito radicale di Oleg Lyashko (13,1%) e Posizione civica di Anatoly Gritsenko, con il 9,7%, due formazioni di stampo nazionalista e antirusso.
Poi Ucraina forte di Sergei Tigipko (7,8%), il nuovo Fronte Popolare (nato dalla scissione di Patria dai fuoriusciti Yatseniuk e Olexander Turchynov, ex presidente ad interim) al 6,4% e Patria della sola Tymoshenko al 6,1%. Sotto la soglia del 5% e dunque fuori dal parlamento rimarrebbero tutti gli altri, dai comunisti (4,6%) a Svoboda (4,4%), dal Partito delle regioni dell’ex presidente Victor Yanukovich (3,2%) ai paramilitari di Pravi Sektor, Settore di destra (1,8%).

Anche il nuovo parlamento subirà l'influenza degli oligarchi

Il premier dimissonario ucraino Arseni Yatseniuk.

Al di là delle percentuali, è evidente la linea di demarcazione che separa i due maggiori fronti, quello dei moderati, che comprende Poroshenko e Klitschko, e l’ala dura oltranzista, sia governativa, cioè Yatseniuk e Tiahnybok, che extra-parlamentare ultranazionalista, da Lyashko a Dmitri Yarosh, leader di Pravi Sektor.
Già in questi mesi di coabitazione il presidente, pragmatico e incline al compromesso con la Russia, ha mal sopportato le sparate radicali del primo ministro, uscito dal bagno di sangue di Maidan con la guida del governo in tasca insieme al sostegno, nemmeno tanto nascosto, degli Stati Uniti.
SI COMPATTA IL FRONTE ANTIRUSSO. Mentre Poroshenko si è adoperato per una strategia di accomodamento con Vladimir Putin, Yatseniuk ha alzato invece barriere.
Chiara la strategia del nuovo Fronte popolare, che ha riunito non solo il “partito della guerra” governativo, ma anche quello vero e proprio sul campo, con i comandanti di alcuni battaglioni di volontari e mercenari cooptati nel direttivo.
Oltre ad Andrei Paruby, ex capo del Consiglio di sicurezza nazionale ed ex comandante di Maidan, e un paio di ministri capeggiati da quello dell’interno Arsen Avakov, accanto al premier ci sono tra gli altri Andrei Biletksy (Battaglione Azov), Yuri Berezh (Dniepr 1) e Evgeni Deidei (Kiev 1), solo per citare i più illustri.
Anche Dmitri Timchuk, blogger filogovernativo che in questi mesi ha tenuto aggiornata la scena nel Donbass dal punto di vista logistico e militare propagandistico fa parte del gruppo.
L’obiettivo è quello di rosicchiare voti alle frange ancora più a destra, quelle di Lyashko, Gritsenko, Tiahnybok e Yarosh.
KIEV CONDANNATA AI GIOCHI DI POTERE. Difficile dire come andrà a finire sia il duello tra le ali estreme sia quello tra queste ultime e i centristi di Poroshenko, che potranno magari allearsi con i moderati che erano al governo con Victor Yanukovich (Tigipko).
Il sistema elettorale ucraino, proporzionale, darà origine comunque a un parlamento nel quale la maggioranza sarà creata con i soliti sistemi, vale a dire con le spinte dei poteri oligarchici verso un governo di un certo colore piuttosto che un altro. Senza contare che la divisione dei poteri tra primo presidente e primo ministro potrà condurre a blocchi istituzionali, già visti non solo in questi difficili mesi con la guerra nel Sud-Est sullo sfondo, ma durante i cinque anni successivi alla rivoluzione arancione (2005-2010).
Ammesso e non concesso dunque che la tregua con i separatisti regga e la de-escalation nel Donbass porti un minimo di normalità in quell’angolo del Paese, a Kiev ritorneranno i giochi di potere di sempre.

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