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PRIORITÀ POLITICA 12 Settembre Set 2014 1512 12 settembre 2014

Eurogruppo, piano per la riduzione delle tasse sul lavoro

Draghi: «Servono riforme più ambiziose».

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Mario Draghi.

L'Eurogruppo ha ribadito l'impegno «per ridurre in maniera effettiva il carico fiscale sul lavoro».
Si tratta di «una chiara priorità politica» e nel corso dell'incontro del 12 settembre sono stati definiti dei principi comuni su come raggiungere l'obiettivo.
I ministri dell'Economia dei 28 Stati membri hanno concordato sull'importanza di avere un «disegno delle riforme», un modo di finanziarle accompagnando la riduzione del carico fiscale sul lavoro «o con una riduzione compensativa sulla spesa (non produttiva), oppure spostando le tasse sul lavoro verso tasse di minor impatto sulla crescita».
«SERVE UN AMPIO PACCHETTO». Occorre poi, ha spiegato l'Eurogruppo nel documento approvato al termine della riunione, un contesto politico più ampio: «L'impatto della riduzione del carico fiscale sul lavoro», è stato spiegato, «può essere significativamente aumentato se è parte di un più ampio pacchetto di riforme sul mercato del lavoro».
Servirà, infine, «supporto politico e sociale»: l'implementazione delle riforme sul mercato del lavoro con misure compensative sulle tasse o sulla spesa «può avere un impatto sulla distribuzione dei redditi. Per assicurare una strategia di riforme di successo è importante assicurare un ampio supporto politico e sociale. Questo potrebbe venir consegutio tra l'altro condividendo le valutazioni sul'impatto con consultazioni di tutti gli stakeholders rilevanti, così come con una introdzione graduale delle riforme».
DRAGHI INSISTE SULLE RIFORME. Il presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi ha invece spiegato che per «far sì che tornino gli investimenti» serve «fare riforme strutturali più ambiziose».
I Paesi dovranno «affrontare le raccomandazioni specifiche in maniera determinata».
Il monito è stato chiaro: «Soltanto se le politiche strutturali di bilancio e monetarie andranno avanti di pari passo l'area euro vedrà un ritorno degli investimenti per sostenere la crescita e creare posti di lavoro. Uno dei punti essenziali emersi nella riunione di oggi è stato proprio questo, l'accento sulle riforme strutturali».
Contro il bisogno urgente di maggiori riforme strutturali «i Paesi dovranno affronatre le raccomandazioni specifiche in maniera determinata», ha sottolineato il presidente della Banca centrale europea.
«RIPRESA FRAGILE E NON OMOGENEA». Draghi in precedenza aveva ricordato come «nel secondo trimestre si è assistito a uno stallo della crescita dopo tre trimestri di ripresa: continuiamo a pensare che la ripresa continuerà a ritmo modesto. È fragile, non è omogenea, ma secondo noi sta continuando».
Il governatore ha quindi ripercorso le decisioni prese dall'ultima riunione del direttivo della Bce, ribadendo quindi che «il consiglio è pronto ad agire di nuovo se fosse necessario, in linea con il mandato di mantenimento della stabilità dei prezzi».

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