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SPENDING REVIEW 12 Settembre Set 2014 0753 12 settembre 2014

Tagli alla sanità, Lorenzin: «Risparmieremo 40 milioni»

Il ministro della Salute non vuole ridurre la spesa.

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Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Beatrice Lorenzin non ci sta. Il ministro della Salute, ha puntato i piedi sui tagli voluti da Matteo Renzi, annnciando che nel suo dicatero non ci sarà un risparmio superiore ai 40 milioni di euro.
Una cifra irrisoria, che dimostra come il ministro non intenda fare ulteriori tagli sulla sanità.
IL FONDO PER LA SANITÀ. Anche perché, come ha sottolineato La Repubblica, nel patto tra governo e Regioni nell'estate del 2014 era stato costruito un fondo nazionale certo per la sanità: 109,9 miliardi per il 2014, 112 per il 2015, 115,4 per il 2016.
Ma per il prossimo anno, l'esecutivo deve fare altri tagli, e starebbe pensando a una sforbiciata di due miliardi di euro. Il problema è trovare la strada giusta per recuperare questa cifra.
La più immediata, e più impopolare, sarebbe una revisione del ticket, che però troverebbe da una parte l'opposizione di Renzi, molto attento al consenso, e dall'altro quella dei tecnici: un aumento di questa tassa, potrebbe spostare molti cittadini verso le cliniche private, annullando così ogni beneficio per le casse pubbliche. Una mossa potrebbe essere quella di applicare delle tariffe basate sul reddito.
TAGLI ALLE REGIONI. Una seconda strada sarebbe quella di far tagliare due miliardi di euro alle Regioni, senza indicare come. Una mossa che costringerebbe i governi locali a delle spending review interne.
Ma la sanità non riuscirebbe a sopportare altri tagli adesso, e per questo Lorenzin ha puntato i piedi. In questo caso la palla passerebbe al ministero dell'Economia.
Comunque, per risparmiare sulla sanità, la strada da battere sembra quella della lotta agli sprechi. I margini ci sono: basti pensare agli interventi sugli acquisti, accorpando le centrali per gli appalti. Il margine per risparmiare, e molto, c'è: ad esempio, in regioni come Emilia-Romagna e Toscana, l'80% dei contratti passa attraverso queste maxi-strutture, in altre di ferma al 20%.
«PROCEDIAMO PER STEP». Il ministro sulla vicenda ha commentato: «Credo che dall'attuazione del Patto per la salute ci possono essere molti risparmi già dal prossimo anno. E lavorerei più su quello se mi dovessi dare un suggerimento metodologico. Comunque», ha aggiunto, «adesso procediamo per step, perché è inutile creare allarmismi prima del tempo. Lavoriamo portando il Piano al ministro Padoan e al presidente Renzi. Dopodiché se ci sarà da affrontare altro lo affronteremo. Eviterei di fare allarmismi. Non ci sono proprio i motivi».
«LAVORARE SULLA LOTTA AGLI SPRECHI». «Dobbiamo lavorare in modo forte sulla lotta agli sprechi, per questo», ha aggiunto il ministro, «è stato fatto il Patto della salute, in cui è prevista la centrale unica di acquisti, in cui sono previsti i costi standard già in atto nel nostro paese, in cui abbiamo previsto un nuovo sistema di benchmark anche per l'acquisto di nuovi dispositivi medici e dei farmaci, in cui c'è tutta la parte della digitalizzazione sanitaria, quindi di controllo e monitoraggio, in cui c'è la cabina di monitoraggio del Patto che dev'essere implementata». Quanto ai tempi per dare risposte concrete e rassicurare le Regioni, Lorenzin ha detto: «Anche il ministro della Salute va rassicurato. Sappiamo che questi sono i giorni in cui stiamo discutendo delle misure previste all'interno dei nostri ministeri».

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