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BATTIBECCO 12 Settembre Set 2014 1641 12 settembre 2014

Ue, Katainen a Renzi: «Siamo interpreti, non maestri»

Il vice di Juncker risponde al premier.

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Tra Jyrki Katainen e Matteo Renzi è nato un battibecco sull'Europa.
Il commissario Ue agli Affari economici ha risposto - alle telecamere de ilfattoquotidiano.it - al premier: «Non siamo maestri, ma interpreti di quanto tutti i Paesi rispettano gli impegni presi e di quello che hanno promesso agli altri Paesi».
Renzi su Twitter aveva scritto: «Dall'Europa non ci aspettiamo lezioni».

Tra l'Italia e l'ex premier finlandese un rapporto da sempre difficile

Non si tratta però del primo botta e risposta a distanza tra il presidente del Consiglio e l'ex premier finlandese, considerato un falco del rigore molto vicino alla cancelliera Angela Merkel.
Un 'giovane' classe 1971 destinato ora a diventare uno dei due super vice presidenti della Commissione.
«ROMA FACCIA LE RIFORME». A luglio 2014 Katainen aveva da pochi giorni sostituito il connazionale Olli Rehn sulla poltrona più 'calda' di Bruxelles quando, davanti al dibattito apertosi sulla flessibilità del Patto di stabilità, fu protagonista di un intervento a gamba tesa, puntualizzando che il Patto non deve essere oggetto di nessuna «interpretazione creativa» e che la cosa «più importante per l'Italia è quella di attuare finalmente le riforme».
Il sottosegretario con delega all'Ue Sandro Gozi replicò: «Con tutto il rispetto per Katainen, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato in Europa non lo dice lui, ma il Consiglio dell'Unione».
«NON SIAMO SCOLARETTI». E fonti della presidenza del Consiglio aggiunsero: «Non siamo scolaretti indisciplinati. Ciò che fa l'Italia lo decide il popolo italiano, non certo il temporaneo commissario finlandese».
Ma anche prima dell'arrivo di Renzi c'erano state scintille nei rapporti tra Katainen e l'Italia.
NIENTE FLESSIBILITÀ PER MONTI. Ne sa qualcosa l'ex presidente del Consiglio Mario Monti che, in occasione di un vertice Ue nel marzo 2013, si vide sbarrare la strada dal finlandese, allora premier, alla sua idea di utilizzare flessibilità nel valutare il peso degli investimenti nel calcolo del deficit.
LINEA DURA SULL'AUSTERITY. All'epoca, facendosi sostanzialmente portavoce del pensiero condiviso con Berlino, Katainen disse 'no' a qualsiasi ipotesi di allentamento del Patto e 'sì' a proseguire sulla linea dell'austerity.
Senza dimenticare quando Katainen, strenuo oppositore anche dell'emissione di Eurobond, sostenne l'ipotesi di far emettere dai Paesi in crisi dei titoli del debito garantiti da asset pubblici.
Una proposta in cui qualcuno lesse anche una provocazione, cioè quella di offrire in garanzia beni come il Colosseo o simili. D'altronde, già nel novembre del 2011 il finlandese chiedeva all'Italia di rispettare le promesse fatte.

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