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PROMESSE 15 Settembre Set 2014 1902 15 settembre 2014

Australia, il premier governa in tenda fra gli aborigeni

Tony Abbott onora l'impegno preso durante la campagna elettorale.

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Il primo ministro australiano Tony Abbott.

Per onorare una promessa elettorale fatta alla comunità aborigena, il premier Tony Abbott è pronto a governare l'Australia per una settimana da un tenda piantata su un sito sacro nel profondo Nord del continente.
Fino al 19 settembre, Abbott ha in programma di vivere assieme agli indigeni di Nhulunbuy, nell'Arnhem Land del Territorio del Nord: come ha spiegato lo stesso premier, il suo scopo è quello di «ottenere una migliore comprensione delle necessità delle persone che vivono e lavorano in quest'area».
ASCOLTARE I PROBLEMI DEGLI INDIGENI. Dopo la sua vittoria alle legislative del 2013, l'esponente conservatore aveva promesso di diventare «il primo ministro degli affari aborigeni» e di passare una settimana l'anno in un villaggio autoctono per ascoltare e comprendere i problemi di una minoranza afflitta da alti tassi di mortalità infantile, droga, alcolismo, disoccupazione, abbandono scolastico e criminalità.
Nella località sperduta ad otto ore di volo dalla capitale Canberra, l'esercito ha allestito una piccola tendopoli per ospitare anche lo staff del premier arrivato la sera del 14 settembre e accolto da danzatori Yolngu dai corpi dipinti.
IN CONTATTO CON CANBERRA. Nella calda mattinata, Abbott ha visitato una segheria gestita da aborigeni e il sito dove potrebbe essere aperta una nuova miniera di bauxite. Abbott, ex-seminarista 57enne, si era distinto per la benevolenza nei confronti della comunità aborigena già prima della sua elezione a premier del settembre scorso ma ha assicurato che si manterrà in regolare contatto con Canberra, dove potrebbe tornare «se vi sono nuovi sviluppi drammatici».
INTERVENTO CONTRO ISIS. Il soggiorno aborigeno è stato programmato infatti dopo l'annuncio che 600 militari australiani saranno impegnati nella lotta contro lo Stato Islamico dell'Isis nell'ambito della coalizione internazionale che Washington sta cercando di formare.
Solo pochi giorni fa inoltre, per la prima volta in un decennio, l'Australia ha innalzato da «medio» ad «alto» il livello di allerta terrorismo.
All'arrivo dei primi coloni europei in Australia nel 1788, gli aborigeni erano circa un milione ma oggi il loro numero è sceso a 470 mila, solo il 2% dei 23 milioni di australiani, costituendone la minoranza più svantaggiata.
UN REFERENDUM PER GLI ABORIGENI. Abbott ha ribadito l'intenzione di far tenere un referendum sul riconoscimento dello Statuto degli aborigeni da parte della Carta fondamentale australiana: «la cosa più importante è ormai quella di fissare un calendario» per la consultazione, ha detto il premier sostenendo che «la riforma completerà la nostra Costituzione più di quanto non la modificherà» e che «mai più i primi australiani si sentiranno stranieri nel proprio paese».
Già nel 1999 si era tenuto un referendum per cambiare la Costituzione includendovi un preambolo che, tra gli altri punti, riconosce l'occupazione dell'Australia da parte dei nativi australiani antecedente all'insediamento britannico: ma la consultazione era fallita a causa della bocciatura del quesito principale, relativo all'abbandono dell'attuale forma di «monarchia parlamentare» con a capo il regnante britannico.

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