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VERSO IL REFERENDUM 15 Settembre Set 2014 1030 15 settembre 2014

Indipendenza Scozia, Salmond: «Opportunità storica»

Il premier: «Nessuna ripercussione sui posti di lavoro».

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Indipendentisti radunati a Calton Hill, Edimburgo.

Il primo ministro scozze e leader del partito indipendentista Alex Salmond, non molla sul referendum per staccarsi da Londra. «La Scozia ha davanti a sé un'opportunità storica e non se la farà sfuggire».
A Repubblica ha dichiarato che «le intimidazioni e il bullismo di Londra non serviranno a niente. Gli scozzesi capiscono bene che il referendum è un'opportunità storica di costruire un paese più prospero».
UNIONE MONETARIA CON LONDRA. Ha escluso rischi per l'economia della Scozia in caso di indipendenza: «Abbiamo un pil pro capite più alto di Francia, Giappone e Gran Bretagna».
E alla domanda se non ha paura di ritrovarsi senza la sterlina ha risposto: «Gli scozzesi vogliono un'unione monetaria con l'Inghilterra. Sentono che Londra bleffa quando dice che ciò non è possibile. Dopo il referendum ogni contenzioso verrà risolto attraverso un civile negoziato fra le due parti».
«NESSUNA CONSEGUENZA PER L'ERARIO». Salmond ha escluso inoltre ripercussioni sull'economia scozzese anche nel caso in cui le banche scozzesi dovessero scegliere di trasferirsi a Londra: «Le tasse sulle corporation non dipendono da dove ha la sede il quartier generale. Non ci sarebbero conseguenze per il nostro erario e neppure per i posti di lavoro».
E alla domanda se esista il rischio che la Ue possa escludere la Scozia ha risposto: «Non credo proprio, perché la Scozia», ha sottolineato, «ha il 60 per cento delle riserve di petrolio e di gas d'Europa. Dubito che la Ue vorrebbe fare a meno di noi».

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