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POLEMICA 15 Settembre Set 2014 1724 15 settembre 2014

Matrimoni gay, a Bologna è scontro

Il prefetto: «Ritirare la direttiva». Il sindaco: «Vado avanti».

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Sergio Lo Giudice (a destra) e Michele Giarratano con il figlio Luca in piazza Maggiore a Bologna.

Scoppia la polemica a Bologna sulle nozze gay. Nel giorno in cui le prime coppie dello stesso sesso hanno registrato in Comune i loro matrimoni contratti all'estero, il prefetto Ennio Mario Sodano ha chiesto al sindaco Virginio Merola (Pd) di annullare la direttiva del 30 giugno scorso che dava il via libera alla trascrizione sui registri dello stato civile delle nozze gay all'estero.
Secondo il prefetto, il ritiro della direttiva sarebbe necessario perchè la registrazione non è prevista dall'ordinamento italiano.
Ma il sindaco ha replicato: «La nostra è una battaglia di civiltà, per cui non revoco il provvedimento. Se riterrà opportuno, interverrà il prefetto».
LO GIUDICE TRA I PRIMI A REGISTRARSI. E ha aggiunto: «Questo non è un tema del prefetto, ma risponde a indirizzi ministeriali. È la conferma che c'è una discordanza tra le norme europee e quelle del nostro Paese. Questa circostanza dovrebbe convincere il parlamento ad approvare una legge per dare certezza del diritto a queste persone».
Fra i primi a presentarsi per l'atto di registrazione, il senatore del Pd Sergio Lo Giudice, assieme al marito Michele Giarratano e al figlioletto Luca, avuto negli Stati Uniti da una madre surrogata.
ARCIGAY: «ABBASSO I GUASTAFESTE». Sull'argomento è intervenuto anche il presidente del circolo Arcigay di Bologna, Vincenzo Branà, che ha lanciato l'hashtag #Iostoconmerola a sostegno del sindaco. «W le spose, w gli sposi. E abbasso i guastafeste, quelli che si ostinano a dire di no», ha scritto su Facebook.
FORZA ITALIA CONTRO IL SINDACO. Il consigliere regionale Franco Grillini, presidente di Gaynet, ha invece ironizzato sul cognome del prefetto: «Forse si è dimenticato di essere il rappresentante dello Stato laico e non il cardinal Sodano».
Di parere opposto il consigliere comunale di Forza Italia, Marco Lisei, che ha minacciato un esposto alla Corte dei Conti se il sindaco non dovesse fare un passo indietro.

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