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VOTO 15 Settembre Set 2014 1927 15 settembre 2014

Scozia, Cameron: «Non distruggete questa famiglia»

Il premier britannico: «L'indipendenza sarebbe un divorzio doloroso».

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Il premier britannico David Cameron.

Il giorno dopo le parole della regina Elisabetta fuori dalla chiesa di Crathie Kirk («conversazioni private» per Buckingham Palace, «monito ponderato» secondo la stampa scozzese), anche il premier David Cameron è tornato a parlare del referendum sull'indipendenza della Scozia.
«Non sarebbe una separazione ma un doloroso divorzio» che durerà «per sempre», ha dichiarato il premier britannico in vista del referendum del 18 settembre, ricordando che la Scozia dovrà rinunciare alla sterlina, probabilmente essere divisa da confini con l'Inghilterra e non avere più lo stesso esercito in caso di secessione.
GRAZIE AGLI SCOZZESI. «Per favore non fate a pezzi questa famiglia di nazioni», ha aggiunto Cameron rivolto agli scozzesi ad Aberdeen, città simbolo di quella industria petrolifera che gli indipendentisti vorrebbero gestire da sé.
La Gran Bretagna, ha spiegato, «è diventata tale grazie alla grandezza della Scozia. Grazie ai pensatori, scrittori, artisti, leader, soldati, inventori, che hanno reso grande questo Paese. E grazie ai milioni di persone che hanno svolto il loro ruolo in questa storia di straordinario successo».
DEVOLUTION SENZA PRECEDENTI. In caso di indipendenza della Scozia, Cameron ha ricordato che anche la sanità pubblica e il welfare sarebbero a rischio, e ha promesso, in caso di vittoria del no, «un grande programma di devolution senza precedenti, con nuovi poteri per il parlamento scozzese: in materia di tasse, spesa pubblica e welfare».
Ma i sondaggi descrivono una situazione imprevedibile, con i sì e i no troppo vicini.
Cameron ha voluto dosare autoironia e serietà: «Se non vi piaccio io, non rimarrò qui per sempre. Se non vi piace il governo, non durerà per sempre. Ma se lasciate il Regno Unito questo sarà per sempre».
BECKHAM SI UNISCE AI CONTRARI. Intanto al coro per il 'No' si sono aggiunte altre 'voci note', come David Beckham, l'ex capitano per della nazionale inglese di calcio e testimonial di 'Team Gb' alle olimpiadi di Londra nel 2012, che ha lanciato il suo appello all'unità con una lettera aperta: «Ciò che ci unisce è più grande di ciò che ci divide».
Mentre a Londra a migliaia si sono riversati in Trafalgar Square per una 'festa' a sostegno dell'unità, guidata da star della tivù e dello spettacolo e con tanto di playlist compilata ad hoc: da Let's stay together di Al Green e We are family delle Sister Sledge.
SALMOND CITA ADAM SMITH. Il leader dell'Snp Alex Salmond, però ha insistito, sicuro, e ha dato la sua risposta a chi vede nei rischi economici e finanziari di una Scozia staccata da Londra l'ostacolo all'indipendenza (ultimi a lanciare l'allarme l'ex governatore della Federal reserve, Alan Greenspan, e il presidente della Banca mondiale Robert Zoellick).
A Edimburgo il leader indipendentista ha chiamato a raccolta esponenti del business scozzese, ai quali ha ricordato il suo progetto per una società più giusta, citando il filosofo ed economista scozzese Adam Smith: «Era Adam Smith a sostenere che nessuna società può crescere florida e felice se troppa della sua gente non beneficia della sua ricchezza», ha detto Salmond. «Dobbiamo ascoltare quelle parole e il messaggio di chi in Scozia crea lavoro e ricchezza è che la terra di Adam Smith crescerà florida come Paese indipendente».

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