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REGIONI 15 Settembre Set 2014 1753 15 settembre 2014

Sicilia, l'assessore Sgarlata si dimette

Indagata per abusivismo. Il Pd toglie l'appoggio a Crocetta.

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Il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta l'assessore Mariarita Sgarlata.

L'assessore Mariarita Sgarlata si è dimessa dalla giunta di governo dopo tre giorni di veleni e polemiche. Coinvolta in un accertamento su presunte irregolarità nella realizzazione di una piscina nella sua villa al mare su cui indaga la procura di Siracusa, Sgarlata ha cambiato posizione nel giro di 72 ore: il 12 settembre aveva assicurato che non si sarebbe dimessa archiviando le accuse nei suoi confronti come «metodo Boffo».
IN GIUNTA IN QUOTA PD. Cooptata in giunta prima in quota Megafono con delega all'Ambiente e poi in quota Partito democratico post-rimpasto, l'assessore ha dovuto fare marcia indietro dopo le considerazioni del governatore Rosario Crocetta: il presidente della Regione dopo aver trasmesso gli atti di una relazione degli ispettori ai Beni culturali che contestavano le presunte anomalie nei confronti dell'assessore alla procura di Palermo, aveva bollato la vicenda definendola «una leggerezza politica».
I DEM TOLGONO L'APPOGGIO A CROCETTA. Le dimissioni della Sgarlata sono arrivate nel giorno in cui il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, ha annunciato che il partito ha tolto l'appoggio al governo Crocetta e a poche ore da un vertice del gruppo parlamentare dei democratici proprio sulla crisi politica.
«Proprio perché consapevole di voler continuare il mio impegno all'interno del Partito democratico ma, al tempo stesso, di voler porre un freno a un clima di veleni che rischia di danneggiare il futuro del partito, credo sia giusto che io rimetta il mio mandato da assessore», ha detto Sgarlata.
SGARLATA: «RAPPORTO INCRINATO». «Recenti dichiarazioni di stampa da parte del presidente Crocetta evidenziano che il rapporto di reciproca fiducia con il quale ho iniziato questa entusiasmante avventura si è incrinato».
Quindi ha proseguito: «La mia persona, la mia storia e le tante iniziative che ho portato avanti e concluso in questi mesi parlano da sole. La crescente confusione del quadro politico, in particolare del rapporto tra il governo regionale e il Partito democratico, comporta la difficoltà, per ogni assessore che si riconosce nella proposta politica del Pd, di poter svolgere con serenità il suo lavoro, essendo imbrigliato in meccanismi e strategie che non consentono alcuna continuità nell'azione politica e istituzionale».

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