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L'ANNUNCIO 16 Settembre Set 2014 1942 16 settembre 2014

Direzione Pd, Matteo Renzi annuncia la nuova segreteria

Boom di new entry. Solo due confermati. Otto donne, sette uomini. Lettiani e civatiani esclusi.

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C'è la lista. Matteo Renzi ha comunicato i membri della nuova segreteria Pd. Quindici nomi, otto donne, due sole riconferme. All'insegna della rottamazione interna e di una nuova gestione definita dal premier «unitaria».
BOOM DI NEW ENTRY. Mantengono il loro posto solo Filippo Taddei, responsabile Economia, e Chiara Braga all'Ambiente.
Per il resto la composizione rispecchia le varie anime dem, fatta eccezione per i lettiani e i civatiani che sono rimasti esclusi dai giochi. Entrano Enzo Amendola, vicino a Speranza e a D'Alema, David Ermini, di fede renziana, Andrea De Maria, bolognese cuperliano, Giorgio Tonini, veltronian-renziano, Ernesto Carbone, renzianissimo, Emanuele Fiano, franceschiniano di Areadem, Stefania Covello, fioroniana, Micaela Campana, ex dalemiana, Valentina Paris, ex Giovane turca, Francesca Puglisi, Alessia Rotta, renziana, Lorenza Bonaccorsi, renziana di ferro e presidente del Pd Lazio, e Sabrina Capozzolo, renziana dell'ultima ora. Vicesegretari: Lorenzo Guerini, renziano, e Debora Serracchiani di Areadem.
VIA NICODEMO E PICIERNO. Lasciano il Nazareno Francesco Nicodemo, che dovrebbe avere un incarico sulla comunicazione a Palazzo Chigi, e Pina Picierno, approdata all'europarlamento. Ma anche Alessia Morani, che dovrebbe diventare una delle vicepresidenti del gruppo alla Camera, nell'ambito di una riorganizzazione che prevederà novità anche al Senato. Davide Faraone riceverà probabilmente l'incarico alla Scuola lasciato da Roberto Reggi, uno dei due sottosegretari, insieme a Giovanni Legnini, nominato al Csm.
ATTESA PER LE DELEGHE. Le deleghe, ha fatto sapere il premier-segretario, saranno decise durante la prima riunione della segreteria, convocata per giovedì 18 settembre.
Chissà se la nuova composizione piace a Gianni Cuperlo che aveva espresso dubbi sul concetto di segreteria unitaria in nome del 41% alle Europee. «Non userei il termine compatta o unitaria, direi plurale», ha detto. «Se c'è la possibilità di dare a tutti una mano penso di sì, che ci siano margini per l'ingresso della minoranza in segreteria, ma ascoltiamo le proposte, poi vediamo». Renzi ha però puntualizzato che «il compito di decidere» alla fine spetta a lui.

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