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FORZE DELL'ORDINE 17 Settembre Set 2014 1913 17 settembre 2014

Polizia, accordo tra governo e sindacati sullo sblocco degli stipendi

Intesa trovata. Rientra così la minaccia di sciopero. Liberate risorse per circa 1 miliardo di euro.

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Angelino Alfano e Matteo Renzi.

Le forze dell'ordine possono tirare un sospiro di sollievo sul fronte busta paga.
È stato trovato l'accordo tra governo e sindacati di polizia sullo sblocco del tetto salariale.
L'intesa riguarda il personale dei comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso pubblico. Resta fuori solo il Sap.
I sindacati che rappresentano il 93% degli operatori di questo comparto hanno dunque annunciato la rinuncia delle forme di protesta minacciate.
RECUPERATO 1 MILIARDO. Dal 2015, dunque, possono tornare a muoversi gli stipendi di agenti e militari, fermi dal 2010.
Le risorse - circa un miliardo di euro - sono state trovate dopo un incontro a Palazzo Chigi tra Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e braccio destro del premier Matteo Renzi, e i ministri interessati, Angelino Alfano (Interno), Roberta Pinotti (Difesa) e Pier Carlo Padoan (Economia).
La polizia italiana - tra le meno pagate d'Europa - aveva annunciato lo sciopero, e Renzi parlò di «toni incaccettabili».
Adesso, dopo l'apertura di Alfano («Sblocco possibile»), la soluzione positiva.
SCIOPERO COMUNQUE LIMITATO. Da parte loro i sindacati attendono comunicazioni ufficiali, ma puntualizzano sulla minaccia di sciopero che aveva fatto tanto arrabbiare il presidente del Consiglio: riguardava forestali e vigili del fuoco, non forze di polizia e carabinieri, cui la legge vieta di incrociare le braccia.
Circa 430 milioni di euro sono stati racimolati nelle pieghe dei bilanci di Interno e Difesa, mentre poco più di 500 milioni sarebbero stati recuperati dal ministero dell'Economia.
PERSI 4-6 MILA EURO IN QUATTRO ANNI. Quanto basta, dunque, per eliminare i tetti salariali che hanno fatto perdere ai poliziotti, secondo stime dei sindacati, tra i 4 mila e i 6 mila euro netti in quattro anni.
Il 3 settembre ci fu la famosa doccia fredda del ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia: «Non ci sono le risorse per lo sblocco dei salari», disse.
Felice Romano, segretario del Siulp, ora ha spiegato: «Lo sblocco è la restituzione di soldi che ci spettavano e premia la meritocrazia, la maggiore produttività e la professionalità degli uomini e delle donne in uniforme».

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