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POLEMICHE 18 Settembre Set 2014 1159 18 settembre 2014

Lavoro, il Pd si spacca sulla riforma

Minoranza all'attacco. Bersani: «Surreali le intenzioni». Orfini invoca correzioni.

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Pier Luigi Bersani.

La riforma del lavoro spacca il Pd. Coi sindacati già sul piede di guerra, dalla minoranza dem si levano le prime pesanti critiche al Job Act renziano. Prima Pier Luigi Bersani, che ha parlato di «intenzioni surreali» e ha invitato l'esecutivo ha «chiarire» i suoi propositi al parlamento. Quindi anche Matteo Orfini ha bacchettato la riforma in discussione al Senato.
BERSANI: «IL GOVERNO CHIARISCA». «È assolutamente indispensabile che il governo dica al parlamento cosa intende fare nel decreto delegato sul lavoro, perché si parla di cose serie», ha attaccato Bersani.
«Io mi ritengo una persona di sinistra liberale», ha continuato, «penso ci sia assoluta necessità di modernizzare le regole del lavoro dal lato dei contratti e dei servizi. Ma leggo oggi sui giornali, come attribuite al governo, delle intenzioni ai miei occhi surreali. In alcuni casi si descrive un'Italia come vista da Marte».
«È ora di discutere con precisione cosa intendiamo quando diciamo che bisogna superare il dualismo e l'apartheid nel mercato del lavoro», ha aggiunto, «quando diciamo che bisogna estendere le tutele universalistiche, quando diciamo che bisogna tenere, nella crisi, in equilibrio i rapporti di forza tra capitale e lavoro».
A chi gli ha chiesto se il governo debba smentire l'intenzione di voler abolire l'articolo 18 per decreto, Bersani ha risposto: «Deve chiarire quali sono i contenuti precisi, perché l'emendamento che è stato presentato, sulla carta, lascia aperta qualsiasi interpretazione».
«Io vorrei ricordare», ha concluso l'ex segretario del Pd, «che in tutta Europa, in Inghilterra, in Francia, in Germania, esiste, ancorché non obbligatoria, la reintegra. Quindi non raccontiamoci cose che non esistono».
ORFINI: «SERVONO CORREZIONI IMPORTANTI». «I titoli del job act sono condivisibili. Lo svolgimento meno», ha detto il presidente del Pd Matteo Orfini. «Ne discuteremo in direzione, ma servono correzioni importanti al testo».

SERRACCHIANI: «CONFIDIAMO IN UN'INTESA ALLA DIREZIONE PD». «Confidiamo che nella direzione nazionale del 29, dedicata a lavoro ed economia, si possa trovare il luogo della sintesi proprio all'interno del Pd. Questo partito ha dimostrato già in passato maturità, quando si pensava si sciogliesse come neve al sole, come sulle riforme», è stata la replica di Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd in quota Renzi.
«Abbiamo convocato la direzione, certo», ha ossservato, «non perchè l'ha chiesta Fassina ma perchè si tratta di un tema importante e si discute nella nostra comunità, negli organismi di partito».

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