Renzi Tiziano 140919112415
SPIRITO ASPRO 19 Settembre Set 2014 0640 19 settembre 2014

Renzi e la grana del papà

L'avviso di garanzia a Tiziano è una nuova gatta da pelare.

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Tiziano Renzi, padre di Matteo.

La moglie di Cesare, si sa, dev'essere al di sopra di ogni sospetto (non innocente, si badi bene, ma insospettabile). Dal padre di Cesare, invece, non si sono mai pretesi particolari requisiti morali. E a scanso di complicazioni Giulio Cesare senior, anche lui uomo politico, ebbe l'accortezza di morire quando il figlio aveva 15 anni. Ma allora la vita media era più breve e si entrava in politica tardi. Quando i figli arrivavano a ricoprire cariche importanti i padri erano ormai nel mondo dei più, o così anziani da non poter commettere reati che non fossero le molestie sessuali alla badante.
EFFETTI COLLATERALI. Il brutto di diventare premier in giovane età in uno dei Paesi a più alto tasso di longevità, com'è accaduto a Matteo Renzi, è che magari hai una moglie davvero al di sopra di ogni sospetto come lady Agnese, ma anche genitori abbastanza arzilli e spericolati da poterti mettere in imbarazzo.
Sì, perché l'avviso di garanzia inviato a Tiziano Renzi per bancarotta fraudolenta è una spiacevole buccia di banana per Renzi jr., a poche ore dalle sue dure parole in parlamento contro «gli avvisi di garanzia citofonati».
L'EVOLUZIONE DEGLI AVVISI DI GARANZIA. Forse gli avvisi di garanzia seguiranno la stessa evoluzione dei tatuaggi, da contrassegno dei malavitosi a civettuolo dettaglio di body-art sfoggiato con disinvoltura perfino da sacerdoti e manager.
Un giorno faremo a gara fra chi esibisce l'avviso più originale ed elaborato. Ci saranno appositi studi dove operatori appositamente preparati ci disegneranno addosso avvisi multicolori secondo gli stili dei vari magistrati (italiani, ma anche giapponesi, siberiani e maori, perché no?) e gli innamorati se lo faranno fare col nome del partner.
Come per i tatuaggi, si porrà il problema se gli avvisi si possono cancellare del tutto o se lasciano tracce sulla reputazione, ci sarà chi va in giro coperto di avvisi come Berlusconi o chi preferisce farsi un avvisetto solo, discreto e ben celato, da mostrare esclusivamente nell'intimità.
TEMPI NON ANCORA MATURI. Ma ora i tempi non sono maturi. Oggi come oggi l'avviso di garanzia, malgrado si ripeta che è un provvedimento a tutela dell'indagato, una mezza salvezza, un segno che il giudice non ce l'ha con te, anzi, ti vuole così bene che ti avverte che è costretto a malincuore a farsi i fatti tuoi, non viene accolto con gioia e sollievo né dall'interessato né dai suoi familiari, soprattutto se si tratta di un politico.
A meno di non essere il padre di Matteo Renzi, che ha interpretato correttamente l'avviso ricevuto come un'affettuosa premura nei suoi confronti da parte del Tribunale di Genova, tanto da ringraziare pubblicamente i magistrati.
UNA MACCHIA DA NASCONDERE. Ma non conta. Anche se l'avviso di garanzia ha perso l'aura Anni 90 di sozzo bubbone sulla figura di un politico, resta sempre qualcosa che non si esibisce volentieri, soprattutto quando si è in corsa per le elezioni. Per le primarie dipende dal gusto personale. Infatti se il renziano Matteo Richetti, in corsa per il Pd per la corsa alla poltrona di governatore dell'Emilia Romagna, una volta appreso di essere indagato per peculato ha preferito ritirarsi, Stefano Bonaccini, suo competitor nonché compagno nel registro degli indagati del tribunale di Bologna ha deciso di rimanere in pista. Anche perché il suo sfidante, il sindaco di Forlì Roberto Balzani, è stato indagato per peculato nel 2012.
Resta il fatto che per Renzi questo avviso in famiglia è capitato nel momento peggiore. Certo, ritirarsi da candidato alle primarie per non danneggiare il presidente del Consiglio è possibile, ma ritirarsi da padre no. Quindi è meglio che papà Tiziano ne esca pulito quanto prima, perché fra gli amministratori dell'azienda al centro dell'inchiesta genovese c'era stato anche un giovanissimo Renzi, e certe ombre potrebbero rovinargli l'immagine molto più della pancetta e del cattivo inglese.
ATTENZIONE AI «PELLEGRILLINI». Non basta essere giovani e carini per farsi perdonare la tolleranza verso i comportamenti illeciti di una persona cui si vuol bene, come dimostra il caso di Caroline Kostner, oggi nei guai per aver chiuso gli occhi davanti al fidanzato dopato e rampognata, con acredine tutta femminile, da Federica Pellegrini. Ci sembra già di sentirli, i pellegrillini pronti a dichiarare che loro, al posto di Renzi, avrebbero consegnato il padre alla polizia con le loro mani.

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