Articolo Cgil 140920102549
MAMBO 20 Settembre Set 2014 1035 20 settembre 2014

Articolo 18, contro una Cgil di grigi burocrati

Camusso prova a rianimare il sindacato. Ma riesce solo a difendere lo status quo.

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La manifestazione del 2002 della Cgil al Circo Massimo a Roma in difesa dell'articolo 18.

Sull'articolo 18 ci sarà la madre di tutte le battaglie nella guerra civile a sinistra. Dimenticatevi Craxi e Berlinguer, Cofferati e i girotondi contro Fassino e D'Alema, questa volta chi perde esce di scena.
Questa osservazione, se vera, dice come l'aspetto simbolico della battaglia sullo Statuto dei lavoratori sia più importante del merito.
SCONTRO RENZI-CAMUSSO. I primi scontri fra Cgil e premier sono stati contrassegnati da una reciproca aggressività senza pari.
Renzi vuole dimostrare che non teme nulla, soprattutto niente che provenga dalla vecchia sinistra. Camusso, (perché la posizione di Landini è suscettibile di cambiamenti e di duttilità dato il legame con il leader del Partito democratico) vuole invece espellere il premier dalla sinistra e fare lei quel che non sono stati capaci di fare Bersani e D'Alema.
IL PD A RISCHIO ESTINZIONE. Se le cose prenderanno questa piega, morirà il Pd, cioè l'idea del partito plurale in grado di contenere tutte le anime della sinistra. Più forte si farà la tentazione del partito di sinistra: sinistra che diverrà uno strano animale perché non potrà essere né molto radicale, pena il rischio di non raccogliere voti, né troppo riformista perché indistinguibile dal Pd renziano.
Se ci fosse una destra, la guerra a sinistra di questa seconda decade del 2000 spianerebbe la strada alla sua vittoria. Invece non c'è nulla. E la sinistra non sa neppure se al proprio nome corrisponde un campo ovvero un contenuto.
CGIL ORFANA DI LEADER. Camusso tenta di rianimare il proprio sindacato e di rianimarsi.
Negli ultimi mesi si è fatta sentire sulla riforma della Pubblica amministrazione e sul caso degli stipendi bloccati dei poliziotti. Un exploit da far invidia alla buonanima di Polverini. È da Bruno Trentin che la Cgil è senza una guida all'altezza dei tempi e della sua storia. Dopo di lui, e Lama, solo grigi impiegati, occupati a difendere lo status quo. Renzi lo sa e va all'attacco senza badare alle parole e all'impeto.
LE OMBRE SULL'ITALIA. Che cosa resterà di tutta questa artiglieria? Forse l'Italia avrà un articolo 18 rifatto, sicuramente avrà sinistra e popolo divisi come non mai.
Se fosse per una buona causa, il gioco varrebbe la candela, ma queste classi dirigenti non hanno una sola idea di quale destino proporre all'Italia. A questo punto avrà buon gioco Renzi a concedere la licenziabilità per i nuovi assunti e la riformulazione delle garanzie sul lavoro nel tentativo di spingere gli imprenditori a investire e gli eurocrati a non fare il viso dell'arme.
SINISTRA VERSO LA FINE. Renzi ha fortissimamente bisogno di contrapporsi a qualcuno visibilmente fuori dal nostro tempo: si sono fatti avanti Camusso, Fassina, Bersani e - poteva mancare? - Mineo. Poi dite che il premier non ha un solido fattore C!
Per la sinistra che resta dedichiamo, invece, un pensiero dolente. Non portate fiori al suo funerale né fate opere di bene. Sarà una morte senza lacrime. Non si sa quante volte abbiamo partecipato a queste esequie.

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