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SINDACATI 22 Settembre Set 2014 1600 22 settembre 2014

Articolo 18, Camusso: «In piazza anche da soli»

Il leader Cgil: «Non ci tireremo indietro». Lotti: «La minoranza non detta la linea».

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Susanna Camusso, leader della Cgil.

Una lotta senza quartiere, anche da soli, su articolo 18 e contro i governi che «non pongono priorità sulla precarietà del mondo del lavoro».
Susanna Camusso affila le armi in vista della mobilitazione dell'8 novembre. A Firenze il leader della Cgil ha spiegato che non definirebbe mai «il dibattito sull'articolo 18 un diversivo, così come trovo strano quelli che lo definiscono un simbolo, nel senso che è una concreta condizione dei diritti dei lavoratori per cui merita grande rispetto».
«DA SQUINZI CAMBIO DI OPINIONE». Per Camusso «la Cgil ha già detto e continuerà a ribadire che inizierà la mobilitazione. Sarebbe utile per tutti che fosse unitaria ma comunque non ci tireremo indietro».
Il leader del sindacato ha avuto poi parole piuttosto dure contro il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: «Vedo dei repentini mutamenti di opinione perchè ricordo molte dichiarazioni del presidente di Confindustria che dicevano esattamente l'opposto».
La Camusso lo ha detto rispondendo ad una domanda sulle dichiarazioni del presidente degli industriali secondo cui l'abolizione «sarebbe un segnale forte».
«GOVERNO NON SA SUPERARE PRECARIETÀ». Camusso si è poi rivolta al governo: «Penso che anche in questa occasione, come per governi precedenti, di fronte al non avere scelte che possano creare posti di lavoro e che superino la precarietà determinata dalle leggi del Paese, si preferisca costruire un dibattito di questo tipo».

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