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MONITO 22 Settembre Set 2014 1800 22 settembre 2014

Napolitano: «Ora riforme, basta conservatorismi»

Asse Colle-Renzi. Il presidente critica Cgil e minoranza Pd.

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Nella battaglia per il cambiamento Matteo Renzi sembra avere sempre più al suo fianco un sostenitore molto importante: il presidente della Repubblica.
Giorgio Napolitano il 22 settembre è infatti tornato in pressing sulle riforme, considerate sempre più necessarie vista la crisi globale. In particolare per l'Italia il presidente della Repubblica auspica «politiche coraggiose sul lavoro». Un chiaro monito alla Cgil di Susanna Camusso e alla minoranza Pd, decisi a fare fronte contro il rinnovamento renziano.
SERVE SFORZO COMUNE. Il presidente della Repubblica non ha usato giri di parole: «Oggi non solo l'Italia, ma tutta l'Europa sono alle prese con una profonda crisi e deve essere chiaro per tutti che per uscirne ci si deve non già chiudere nei vecchi recinti nazionali, e sbraitare contro la Ue, ma stringerci in uno sforzo comune».
Poi Napolitano ha puntato sul rinnovamento, usando toni renziani: «Specialmente in Italia dobbiamo rinnovare decisamente le nostre istituzioni, le nostre strutture sociali, i nostri comportamenti collettivi». Per il capo di Stato è necessario uno «stop a conservatorismi, corporativismi e ingiustizie».
«SÌ A POLITICHE OCCUPAZIONALI CORAGGIOSE». Napolitano ha ribadito che la crisi ci deve spingere «a rinnovarci, a metterci al passo con i tempi e con le sfide della competizione mondiale». Facendo eco alle parole del premier dagli Usa.
Rivolgendosi a 3 mila studenti riuniti nel cortile del Quirinale, ha spiegato che «non c'è nulla di più gratificante e importante del dedicarsi a rendere migliore la nostra scuola, renderle più libere e capaci di esprimersi, rafforzarsi e permettere di realizzare le vostre energie, la vostra intelligenza, la vostra creatività».
Il capo dello Stato si è infine rivolto al premier Matteo Renzi in maniera molto speranzosa: «Confidiamo nella chiarificazione e concretizzazione degli impegni annunciati del governo per il superamento di situazioni ormai insostenibili, che le politiche del passato non hanno mai risolto».

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