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CAMBIO ALLA GUIDA 23 Settembre Set 2014 1722 23 settembre 2014

Cisl, Bonanni pronto lasciare la segreteria

Guidava il sindacato dal 2006. «Ma la linea non cambia». Futuro in politica?

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Raffaele Bonanni.

A sorpresa, tra la discussione sull'articolo 18 e il rifiuto di scioperare, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha deciso di fare un passo indietro. Addio alla guida del sindacato.
L'annuncio ufficiale è previsto per il 24 settembre. «Ma non cambia la linea sulla riforma del lavoro», ha spiegato il diretto interessato parlando al Tg3. La notizia era apparsa su Dagospia ed è stata confermata da fonti vicine a Bonanni.
SCADENZA NEL 2015. Il sindacalista vuole accelerare il percorso di uscita (la scadenza del mandato era per il 2015 a 66 anni).
In attesa delle comunicazioni formali, i dirigenti del sindacato si sono sottratti alle domande sulle ragioni dell'addio.
«È una fase difficile dei rapporti tra politica e sindacato», ha spiegato un segretario di categoria, «la decisione di Bonanni è un modo di reagire agli attacchi della politica che ci dipinge come un moloch che non cambia. Questo invece è un modo di accelerare il rinnovo del gruppo dirigente».
PRESSIONI INTERNE. Ma le ragioni dell'addio potrebbero trovarsi anche nella pressione dall'interno dell'organizzazione per un'uscita anticipata.
In pole per la successione ora c'è Annamaria Furlan.
A sancire il passaggio di consegne una riunione della segreteria confederale con i responsabili delle categorie e delle strutture regionali.
CONSIGLIO A OTTOBRE. Comincia un percorso che dovrebbe portare alla sostituzione del leader Cisl e il rinnovamento della segreteria confederale con il Consiglio generale probabilmente nella prima decade di ottobre.
Tutta la segreteria confederale è destinata a decadere nel momento della consegna delle dimissioni all'esecutivo da parte di Bonanni, alla guida del sindacato dal 2006.
SPESSO DIVISO DALLA CGIL. Il 65enne abruzzese di Bomba fu eletto dopo Savino Pezzotta e si è battuto in questi anni soprattutto per la riduzione delle tasse sul lavoro e per la difesa dell'occupazione. Ma con una visione più ''riformista'' rispetto ai colleghi della Cgil con i quali si è diviso in più occasioni (dagli accordi sul nuovo contratto per la Fiat all'intesa del 2009 sul modello contrattuale).
Ora che farà? Il futuro potrebbe essere la politica, come è accaduto per i tre predecessori alla guida del sindacato: Franco Marini, Sergio D'Antoni e Savino Pezzotta.

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