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L'INIZIATIVA 23 Settembre Set 2014 1713 23 settembre 2014

Rodotà riunisce le sinistre

Sel, Fiom, minoranza Pd per eliminare il pareggio di bilancio dalla Carta.

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Stefano Rodotà.

Insieme per recuperare «la forza del diritto costituzionale». È categorica la richiesta di Stefano Rodotà, promotore insieme con varie personalità dell'associazionismo italiano, della politica, del sindacato e della cultura, di una iniziativa di legge popolare a favore dell'abrogazione in Costituzione del pareggio di bilancio.
«Una misura che, equilibrando le entrate e le spese, è stata disastrosa», secondo i promotori, «per il sistema economico, aumentando la disoccupazione (oltre il 12% il livello nazionale) e il debito pubblico (al 135% nel 2014)».
DA LANDINI ALLA MINORANZA DEM. L'iniziativa ha riunito le diverse anime della sinistra. Da Maurizio Landini, segretario di Fiom a Giorgio Airaudo di Sel fino agli esponenti della minoranza dem Pippo Civati e Stefano Fassina. I due piddini non erano deputati quando il pareggio di bilancio fu inserito nella Carta, ma il secondo era responsabile economico del partito targato Bersani.
«Lo scontro a cui assistiamo», dice Rodotà, «è intorno ai diritti fondamentali. Non solo in Italia ma in tutto il mondo è palese l'attacco della logica economica contro i diritti. C'è una Costituzione regolata dall'economia che mette in scacco le costituzioni formali».
CRISI E DIRITTI. Rodotà centra l'obiettivo della proposta di legge, una visione condivisa anche con il costituzionalista Gaetano Azzariti che insieme con gli altri promotori presenta lo scenario: «Anche in un periodo di crisi come questo la salvaguardia dei diritti fondamentali è prioritaria perché essi si poggiano sulla cultura del diritto costituzionale, che nasce proprio per garantire i diritti e non per equilibrare il bilancio».
Il riformista Fassina saluta positivamente l'iniziativa che può «aiutare le energie in parlamento che vogliono cambiare rotta». «Un'opportunità», aggiunge, «per modificare un'agenda che complessivamente non va bene per il Paese e l'Europa».

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