Mariano Rajoy 140204124824
DIRITTI 23 Settembre Set 2014 1530 23 settembre 2014

Spagna, Rajoy ritira la riforma dell'aborto

«Manca il consenso». Se ne va il ministro della Giustizia promotore della legge.

  • ...

Mariano Rajoy.

La Spagna fa marcia indietro sulla riforma della legge sull'aborto. Il premier Mariano Rajoy ha infatti confermato l'intenzione di ritirare il controverso progetto di legge promosso dal governo conservatore del Partido popular (Pp) sulla protezione del concepito e dei diritti delle donne in gravidanza per mancanza di «sufficiente consenso».
L'esecutivo ha dunque in programma di limitarsi a riformare l'attuale normativa che fissa i termini legali per l'interruzione volontaria di gravidanza e per introdurre l'obbligo del consenso dei genitori per le minori di 16 anni che decidano di abortire.
UN PIANO PER PROTEGGERE LA FAMIGLIA. Parlando con i giornalisti, a margine del Congresso mondiale di relazioni pubbliche in corso a Madrid, Rajoy ha annunciato anche il varo di un piano di protezione della famiglia, che «vedrà la luce entro la fine dell'anno».
Una decisione che ha provocato le dimissioni del ministro della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardon, promotore della legge: «Vi annuncio le mie dimissioni da ministro della Giustizia della Spagna in conseguenza della decisione adottata dal governo di ritirare il progetto di legge».
BATTAGLIA ALLA LEGGE ZAPATERO INIZIATA NEL 2010. Il Pp e la Chiesa cattolica si opposero con forza nel 2010 alla legge sull'aborto promulgata dal governo Zapatero, che permette l'interruzione fino a 14 settimane di gravidanza o fino a 22 in caso di malformazione del feto.
Il governo di Rajoy ha approvato in Consiglio dei ministri nel dicembre 2013 il disegno di legge che di fatto faceva ritornare la legislazione spagnola in materia alla precedente legge del 1985, che permetteva alle donne di interrompere la gravidanza solo in caso di stupro, malformazione del feto o gravi rischi fisici o psicologici della madre. Il testo della nuova legge è stato duramente osteggiato dalle opposizioni guidate dal Partito socialista, ma ha trovato resistenze anche all'interno del Pp: molti esponenti conservatori temono che la legge possa compromettere la prossima competizione elettorale prevista nel 2015.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso