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PASSO INDIETRO 24 Settembre Set 2014 2009 24 settembre 2014

Bonanni: «Dopo 47 anni neanche una pensione da caporedattore»

«Ho lavorato ai vertici Cisl, prendo meno di chi critica. Non lascio per l'art. 18».

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Raffaele Bonanni e Annamaria Furlan.

Un addio alla segreteria condito da bordate politiche e polemiche sulla pensione d'oro.
Raffaele Bonanni ha lasciato la Cisl, ma «non a causa dell'articolo 18», ha spiegato.
E i 4.800 euro netti che dovrebbe percepire? «Dopo 47 anni di contribuzione non prenderò neanche la pensione che prende il suo caporedattore», ha risposto provocatoriamente alla domanda del giornalista di SkyTg24.
VOCI SU UN AUMENTO. Nelle ultime ore erano circolate voci su un presunto aumento di stipendio per far lievitare la pensione (quanto ha percepito negli ultimi mesi e fino a oggi ammonterebbe - secondo quanto è trapelato dal sindacato - a un netto mensile di 4.800 euro di pensione, più 3.600 euro di un contratto da co.co.pro.).
«Ho versato contributi e ho lavorato sempre ai vertici: credo che anche io possa pretendere una pensione molto, ma molto, ma moltissimo inferiore ad altri che la possono criticare», ha detto ancora a Radio Capital.
STILETTATA PER RENZI. Prima del passo indietro, il tempo di lanciare l'ultima frecciata al premier: «Con Renzi finisce l'autorevolezza del potere politico».
«MEDITAZIONE PROFONDA». Ma perché ha scelto di andarsene? «La decisione delle mie dimissioni», ha detto ai vertici del sindacato, «sono frutto di una meditazione profonda e non perché siano mancati fiducia e consenso di tutto il gruppo dirigente».
«CON FURLAN PIENA UNITÀ». Al suo posto è pronta Annamaria Furlan. «Già alcuni mesi fa la avevo indicata come mio successore», ha commentato Bonanni.
«La sua elezione a segretario generale aggiunto a larghissima maggioranza è stata la dimostrazione della grande unità della Cisl, credo che bisognerà continuare su questa strada consolidando la piena unità».

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