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CRISI 24 Settembre Set 2014 0714 24 settembre 2014

Padoan: «La priorità dell'Italia non è tagliare il deficit»

Il ministro dell'Economia: «Servono investimenti e riforme per consolidare la crescita».

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Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan frena sul rigore, e punta i riflettori sugli investimenti. Dopo il vertice G20 in Australia, il titolare del Tesoro ha fatto il punto sulla crescita, che in Italia ancora non si vede, ma «il Pil dovrebbe crescere di nuovo nel 2015».
TRA RIFORME E CRESCITA. Intervistato da Repubblica, Padoan ha sottolineato l'importanza delle riforme. «Le performance di Irlanda, Portogallo, Spagna o Grecia, sia pure diverse, mi sembrano frutto di due meccanismi. Il primo riguarda i Paesi che vanno in profonda recessione: quando il tasso di crescita va così giù», ha dichiarato al quotidiano diretto da Ezio Mauro, «dopo un po' c'è un rimbalzo anche perché il Paese riacquista competitività tramite una compressione dei salari nominali, cioè al lordo dell'inflazione». E ha aggiunto che poi in questi Stati è arrivato l'effetto delle riforme, un fatto che dovrebbe essere una lezione per l'Italia, nell'ottica di di consolidare la crescita.
ECONOMIA ITALIANA COMPLESSA. Sul fatto che l'Italia stia facendo più fatica a vedere dei risultati rispetto a Paesi come Irlanda, Spagna e Portogallo, Padoan ha sottolineato che la ripartenza della nostra economia segue schemi diversi perché è più articolata, essendo la seconda economia manifatturiera del continente.
Anche sul rapporto tra debito pubblico e Prodotto interno lordo, il ministro ha gettato acqua sul fuoco. Secondo Padoan «le polemiche sui valori soglia sono sterili». Perché ad esempio «il Giappone ha un debito al 230% del Pil, ma nessuno ne mette in dubbio la sostenibilità».
TAGLI OLTRE I MINISTERI. Alla domanda su dove il governo vuole trovare i 20 miliardi per i quali si è ipotizzato un taglio del 3% ai ministeri, Padoan ha commentato: «Dove tagliare lo stiamo vedendo insieme alla presidenza del Consiglio. È un esercizio che riguarda anche Regioni ed enti locali, e prenderà in considerazione anche deduzioni e detrazioni».

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