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POLEMICA 24 Settembre Set 2014 2355 24 settembre 2014

Reato di depistaggio, via libera alla Camera: furia di Forza Italia

A chi manomette le indagini 4 anni di carcere. Brunetta: «Norma liberticida».

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Renato Brunetta.

Un sì atteso da anni dalle associazioni dei familiari delle vittime delle stragi, quello giunto il 25 dicembre, con il plauso dei democratici, a Montecitorio. L'Aula della Camera ha approvato infatti la proposta di legge che introduce il reato di depistaggio prevedendo fino a 4 anni di carcere per chi manomette le prove per depistare le indagini.
È previsto che ora legge approdi al Senato dove si preannuncia tuttavia uno scontro frontale tra il Pd e FI, furiosa per il sì della Camera. Approvazione sulla quale anche la maggioranza è divisa, con i deputati di Ncd che hanno votato contro. La legge è passata con 351 sì, 50 no e 26 astenuti e tra i voti contrari, oltre a quelli azzurri, spiccano quelli degli 'alfaniani', il cui apporto numerico, a Palazzo Madama, risulta decisivo.
FI: «ALLA MAGISTRATURA POTERE SPAVENTOSO». E mentre la Lega si è astenuta, da Forza Italia sono immediatamente partiti gli strali verso una legge «barbara» che consegna alla magistratura «un potere spaventoso». Parole che, all'indomani del licenziamento da parte del governo, del ddl sulla riforma della giustizia, rischiano di rinfocolare lo scontro in Aula. È stato lo stesso capogruppo FI alla Camera, Renato Brunetta, assieme ai deputati Gianfranco Chiarelli e Francesco Paolo Sisto, a convocare una conferenza stampa per esternare l'indignazione del partito di Silvio Berlusconi.
«Anche la maggioranza si è spaccata su un provvedimento liberticida, un abominio per il nostro stato di diritto», ha tuonato Brunetta, secondo il quale «l'iniziativa legislativa per colpire il depistaggio si traduce in un potere assoluto del pubblico ministero di stabilire quale sia la linea corretta dell'indagine».
VOTO CONTRARIO ANCHE DAL NCD. Silenzioso, invece, il voto contrario di Ncd per una legge che, di fatto, spacca la maggioranza e vede il Pd su tutt'altra posizione. È stato proprio un deputato dem (e presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980), Paolo Bolognesi, a presentare, dopo anni di stallo, la proposta di legge nel marzo 2013 e dopo il sì della Camera il plauso dei democratici è stato unanime, con il capogruppo in commissione Giustizia Walter Verini che non ha esitato a definirlo «una bella pagina del parlamento». Il provvedimento, che prende spunto prevalentemente dai depistaggi determinati nelle Stragi di Stato, introduce nel codice penale il delitto autonomo di depistaggio e inquinamento processuale, con aggravanti specifiche per i pubblici ufficiali e nel caso di processi di strage, mafia e associazioni sovversive. Ora, perché diventi legge, serve la luce verde del Senato. Un obiettivo non facile da raggiungere.

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