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SALUTE 25 Settembre Set 2014 1459 25 settembre 2014

Eterologa, le Regioni: «Il ticket costerà tra i 400 e i 600 euro»

Il presidente della Conferenza Chiamparino: «Definita una tariffa unica».

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Una foto di archivio mostra un'inseminazione svolta in laboratorio, con l'iniezione dello spermatozoo nell'ovulo.

Il costo previsto per la fecondazione eterologa sarà compreso tra i 400 e i 600 euro.
Lo ha reso noto il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino. «È stata definita una tariffa unica», ha spiegato Chiamparino, al termine di una riunione svoltasi a Roma. «Ci auguriamo che il governo inserisca l'eterologa nei livelli essenziali di assistenza, che saranno pronti entro la fine dell'anno», ha aggiunto.
«FA ECCEZIONE LA LOMBARDIA». «Consideriamo l'eterologa all'interno dei Lea, i livelli essenziali di assistenza» ha detto ancora Chiamparino «il costo potrà variare tra i 400 e i 600 euro perché dipende dal ticket fissato nelle singole Regioni per le varie prestazioni necessarie a effettuare la fecondazione (esami del sangue, ecografie, ecc.). Fa eccezione la Lombardia, che ha ritenuto di far pagare interamente il costo della fecondazione eterologa».
Per i lombardi infatti al momento il ticket è stimato tra i 1.500 e i 4 mila euro, poichè dipende dalla tecnica di fecondazione scelta.
«INSERIRE LA PRESTAZIONE NEI LEA». L'assessore all'Economia della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia, ha chiarito: «Vogliamo che il governo dica subito se inserisce questa prestazione nei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Se è così se ne assume l'onere e il problema viene risolto alla radice. Non è corretto, infatti, che una coppia lombarda, anche se va in Emilia Romagna, solo per fare un esempio, debba pagare interamente la fecondazione eterologa».

Tre tipologie di fecondazione

Un riunione alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Dopo l'approvazione in Conferenza delle Regioni nella seduta del 4 settembre del documento sulle problematiche relative alla fecondazione eterologa, le Regioni hanno sottolineato la scelta della Conferenza di dare indicazioni cliniche ed indirizzi operativi omogenei per garantire sia il diritto alla fecondazione eterologa stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale n.162/2014 che la sicurezza e tutela della salute dei soggetti interessati. In questo quadro, le Regioni hanno ristabilito il principio di considerare la procreazione medicalmente assistita (Pma), sia l'omologa che l'eterologa, un Lea, in attesa, come richiesto, del loro inserimento nel Dpcm sui livelli essenziali di assistenza che, come previsto nel Patto per la salute 2014-2016, deve essere rivisto entro la fine dell'anno.
TARIFFA UNICA CONVENZIONALE. È stata, quindi, condivisa dai governatori la necessità di completare il percorso iniziato definendo per questa fase transitoria una tariffa unica convenzionale che quantifichi i costi per queste attività anche per regolare le eventuali compensazioni relative alla mobilità interregionale, «continuando a dimostrare un forte senso di unità e capacità di governance del sistema sanitario».
Pertanto, considerato che le tecniche di fecondazione eterologa ricomprendono tre differenti tipologie di attività da effettuarsi in setting assistenziale ambulatoriale, è stata condivisa questa proposta di tariffe convenzionali da utilizzare nelle Regioni e nelle Province autonome e per la relativa compensazione della mobilità interregionale:

  • Fecondazione eterologa con seme da donatore con inseminazione intrauterina: euro 1.500 (compresi euro 500 per i farmaci);
  • Fecondazione eterologa con seme da donatore in vitro: euro 3.500 (compresi euro 500 per i farmaci);
  • Fecondazione eterologa con ovociti da donatrice: euro 4.000 (compresi euro 500 per i farmaci).

La Regione Lombardia ha comunicato che fino a quando le prestazioni di procreazione medicalmente assistita non vengano ricomprese nel Dpcm che individua i Lea, è previsto che le stesse restino a carico dell'assistito anche qualora venissero rese da strutture di altre Regioni. Per quanto riguarda la questione della compartecipazione alla spesa, è stato condiviso che riguarderà la somma dei ticket per le prestazioni previste ed effettuate per questa tecnica di fecondazione nel rispetto dell'attuale normativa in materia di specialistica ambulatoriale.
In relazione, invece, alla compensazione riguardante le prestazioni effettuate in mobilità per pazienti provenienti da altre Regioni e Province autonome, è stato deciso di proporre, in linea con quanto previsto nel Patto per la Salute, che ogni Regione riceva dalle altre la differenza tra la tariffa convenzionalmente definita e quanto già introitato attraverso i ticket, «ad eccezione di quanto già detto precisato per la Regione Lombardia».

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