Hamas Qassam 140822142546
MEDIO ORIENTE 25 Settembre Set 2014 1644 25 settembre 2014

Hamas-Fatah, accordo rinnovato

Governo di unità destinato a supervisionare gli accessi alla Striscia di Gaza.

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Uomini delle Brigate al Qassam, il braccio armato di Hamas.

Le fazioni palestinesi di Hamas e Fatah hanno 'ricucito' i rapporti, rinnovando la loro intesa.
«L'accordo è molto importante. Il governo di unità supervisionerà tutti i passaggi di accesso» alla Striscia di Gaza, ha detto il capo delegazione di Hamas, Abu Marzuk, nel corso di una conferenza stampa al Cairo.
Se l'intesa dovesse essere confermata dai fatti, la Striscia di Gaza è destinata a non essere più la stessa: il governo di unità nazionale, insediatosi ad aprile su mandato del presidente moderato Abu Mazen, si appresta dunque a prendere «l'immediato controllo» dell'enclave passata nel 2007 nelle mani degli islamici di Hamas dopo un sanguinoso conflitto interno.
COMPROMESSO PIÙ SEMPLICE. L'accordo, annunciato nel primo pomeriggio dopo una trattativa fiume, rappresenta un passo forse decisivo che da un lato sembra stemperare la polemica riapertasi nelle ultime settimane tra al Fatah (la parte politica di Abu Mazen) e Hamas. Dall'altro potrebbe consentire con più facilità di raggiungere un compromesso con Israele nei negoziati indiretti mediati dall'Egitto che proseguiranno dopo le festività ebraiche. Ma può anche facilitare la Conferenza dei Paesi donatori prevista il 12 ottobre, snodo cruciale per le speranze di ricostruzione della Striscia dopo le devastazioni dell'ultima operazione militare e il rilancio dell'economia locale.
SOSTEGNO AL PIANO DIPLOMATICO. Inoltre - secondo quanto hanno riferito fonti citate dai media israeliani - Hamas avrebbe anche acconsentito a dare il proprio sostegno al piano diplomatico del leader palestines per stabilire uno Stato entro i confini del 1967. «Fatah e Hamas» - ha spiegato Jibril Rajoub membro della delegazione del partito di Abu Mazen - «hanno raggiunto un accordo completo per il ritorno del governo di unità nella Striscia di Gaza». Fatto confermato anche dalle dichiarazioni di Abu Marzouk, un dirigente di Hamas di base al Cairo. La parola 'ritorno' sembra avere un significato relativo visto che già prima del conflitto con Israele, il governo di consenso nazionale - guidato da Rami Hamdallah e osteggiato dallo stato ebraico per l'unione con Hamas - non ha mai avuto un controllo effettivo dell'enclave palestinese. La guerra ha poi approfondito la situazione tanto che Abu Mazen nelle scorse settimane aveva minacciato di far saltare l'intesa accusando la dirigenza di Hamas di continuare a mantenere «un governo parallelo». E Hamas da parte sua aveva ribattuto rimproverando il leader di Ramallah di non pagare gli stipendi dei circa 45 mila impiegati pubblici della Striscia. Proprio a questo proposito il capodelegazione di Fatah al Cairo, Azzem Ahmed, ha assicurato che «tutti gli impiegati saranno pagati dal governo unitario perché sono tutti palestinesi e questo è il governo di tutti i palestinesi».
PIENI POTERI AL GOVERNO. Secondo l'intesa odierna, il governo di Hamdallah (con cinque ministri indipendenti che vengono da Gaza) avrà i pieni poteri con la responsabilità di guidare la ricostruzione nella Striscia e gestire i valichi di transito, uno dei punti più spinosi anche nelle trattative complessive con Israele. In questo senso, secondo quanto spiegato da Marzouk, il controllo dei passaggi di frontiera sarà anche agganciato al piano delle Nazioni Unite preannunciato nelle settimane scorse.

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