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AL NAZARENO 25 Settembre Set 2014 1557 25 settembre 2014

Riforma del lavoro, minoranza Pd: «Intesa possibile»

Bersani a Renzi: «Sintesi agevole, basta volerla». Cuperlo, appello all'unità.

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Renzi con l'ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani

La minoranza Pd cerca una mediazione con Matteo Renzi sulla riforma del lavoro.
Interpellato alla Camera su cosa accadrà se il premier tenesse ferma la sua linea, Pier Luigi Bersani ha spiegato: «Se un segretario, come penso dovrebbe, vuole trovare una sintesi, secondo me non solo è possibile, ma anche abbastanza agevole: basta volerlo».
«SERVE BUON SENSO». Anche Gianni Cuperlo ha sostenuto che sull'articolo 18 si possa trovare «una soluzione di buon senso» che preveda l'allungamento del periodo di prova e il mantenimento dell'opzione del reintegro. Secondo Cuperlo è «dovere del Pd discutere per trovare una posizione unitaria». Mentre Cesare Damiano ha dichiarato: «Siamo favorevoli a un periodo di 'prova lungo' per il contratto a tutele crescenti, abbiamo fin qui parlato di un massimo di tre anni, su cui si può eventualmente discutere».
IL GOVERNO TIRA DRITTO. Dagli Stati Uniti, però, Renzi ha confermato di voler tirare dritto: «Noi siamo per parlare con tutti, ma ci sono cose che in Italia vanno fatte. In direzione si discute e alla fine si decide, si vota e si fa tutti nello stesso modo». E ha anche lanciato una nuova frecciata ai sindacati: «Sono contro di me? Non è un problema».
POLETTI: «BASTA TABÙ». La leader della Cgil, Susanna Camusso, ha invece aperto uno spiraglio sull'articolo 18: «Se si parla di allungare il periodo di prova, sono per discutere dei tempi».
Sulla linea del governo è intervenuto anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, secondo cui «non possiamo fare pasticci all'italiana, non ci si può fermare davanti ai tabù».

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