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BAGARRE 26 Settembre Set 2014 1147 26 settembre 2014

De Magistris, Grasso: «Sì alla Severino»

Il presidente del Senato: «La legge va applicata». Ma il sindaco contrattacca.

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Pietro Grasso, reduce dalle durissime giornate della discussione parlamentare sulla riforma del Senato, ha trascorso la vacanze nella sua casa siciliana di Mondello, alle porte di Palermo.

Nessuno sconto, nemmeno per un ex collega. Se Luigi De Magistris si aspettava solidarietà dal presidente del Senato Pietro Grasso, è destinato a restare deluso.
GARANTISTA. «La legge Severino è una legge che va applicata, è stata già applicata anche ad altri sindaci», ha detto la seconda carica dello Stato. «Penso sia inevitabile che sia applicata, poi naturalmente ci sarà il seguito dell'Appello, dell'impugnazione che potrà eventualmente dare un contorno definitivo alla vicenda».
Le dimissioni? «Non ho un'opinione in proposito, certamente valuterà al meglio la situazione. Sa benissimo che se non lo dovesse fare ci sarebbe comunque un provvedimento da parte del prefetto non appena si renderà esecutiva oppure si depositerà la motivazione».
DE MAGISTRIS: «SEVERINO MIA CONTROPARTE». Ma il sindaco di Napoli non ha alcuna intenzione di arrendersi e ha contrattaccato: «Vorrebbero applicare per me la sospensione breve, in base alla legge Severino, un ex ministro della Giustizia che guarda caso è difensore della mia controparte nel processo a Roma. E la norma è stata approvata mentre il processo era in corso».
De Magistris ha incalzato: «Mi chiedono di dimettermi per questa condanna, ma guardandosi allo specchio e provando vergogna devono dimettersi quei giudici . Sono fiducioso che questa esperienza di governo possa andare avanti fino al 2016».
«NON ABBIAMO ARMI MA RESISTEREMO». E lui è pronto a combattere per raggiungere il suo obiettivo: «Quando si alza il tiro e non ci si piega, l'artiglieria pesante diventa più pericolosa. Noi non abbiamo armi ma sappiamo resistere e resisteremo. La nostra esperienza non è solo Napoli ma va ben oltre e la porteremo fino alla fine».
Quello di De Magistris è un attacco frontale contro uno Stato: «profondamente corrotto. Io sono un uomo delle istituzioni e non mi farò trascinare da chi mi vuole sfiduciare. Le istituzioni sapranno riparare a queste violazioni di legge».
«QUALCUNO VUOLE METTERE LE MANI SULLA CITTÀ». Non ha dubbi, dietro tutta la vicenda c'è un complotto: «Chiedo a chi ha la forza di andare avanti, a chi vuole giustizia e non legalità formale di mettercela tutta. Quando il quadro appare così confuso appare anche più chiaro chi sta lavorando per mettere le mani sulla città. Quello che dobbiamo fare è far capire ai nostri cittadini che la posta in gioco è alta, al di là di ogni distinguo. Non credo che si possa cancellare questa esperienza a colpi di formalismi giuridici di norme».

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